C’ERA UNA VOLTA LA PALESTINA

UNA NAZIONE SENZA TERRA PER UN POPOLO SENZA DIRITTI

Panorama storico-teologico della Palestina

 

Don Curzio Nitoglia - Conferenza a Cortina d’Ampezzo – 11 Agosto 2009

 

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Allora, il titolo della Conferenza è «C’era una volta la Palestina, una Nazione senza terra per un popolo senza diritti». Io tratto la questione storica, come si è arrivati, a partire dal passato, sino a quello che viviamo oggi e che abbiamo visto nel documentario (non abbiamo sentito le parole, in inglese, ma avete tutti letto la didascalia in italiano).

Voi sapete che Abramo, nel 1900 a. C., fu chiamato da Ur dei Caldei (l’attuale Baghdad, sarebbe l’attuale Iraq) e Dio gli disse di andare nella terra di Canaan (che sarebbe l’attuale Palestina). Poi i suoi figli: Isacco, Giacobbe e Giuseppe. Giuseppe fu venduto come schiavo e andò in Egitto. Lì rimasero, i figli di Abramo, per 430 anni.

Nel 1300 a. C. (quindi 600 anni dopo Abramo), Mosè guidò gl’israeliti dall’Egitto verso la terra di Canaan (l’attuale Palestina).

Nel 1200 è Giosuè -il braccio destro di Mosè- che entra nella terra di Canaan e conquista la Palestina; sennonché, nel 70 d. C., 30 anni dopo l’uccisione di Gesù Cristo, i Romani distruggono Gerusalemme e il Tempio perché Gerusalemme si era rivoltata contro i romani (questa è storia che noi tutti conosciamo…). Ci fu la diaspora degli ebrei in tutto il mondo romano (solo a Roma ne furono deportati 5000).

Nel 130 d. C. un falso messia, Bar Kochba, si rivolta ancora contro Roma e nel 135 Adriano rade al suolo Gerusalemme e costruisce su Gerusalemme rovinata Elia capitolina; cambia il nome alla Giudea che, dal 135 d. C., fu chiamata Syria Palaestina. Quindi dal 135 d. C. non abbiamo più il nome “Giudea” ufficialmente, ma il nome Siria Palestina.

Con la conversione di Costantino al Cristianesimo (313), sino al VII secolo la Palestina diventa cattolico-romana, sennonché col VII secolo Cosroe, II Re di Persia, invade la Palestina e nel 638 gli arabi subentrano ai cristiani e islamizzano la Palestina (i cristiani sono ancora tollerati).

Nel 1009 fino al 1022 il Califfo Al-Hakim comincia la persecuzione anti-cristiana. Quindi bisogna aspettare quattro secoli… i primi quattro secoli di occupazione araba furono relativamente pacifici.

C’è la distruzione del Santo Sepolcro; nel 1054 c’è lo scisma degli ortodossi (gli orientali che lasciano Roma, la Chiesa di Roma) e la gerarchia palestinese si schiera con gli ortodossi e lascia il Papa di Roma.

Nel 1070 inizia l’occupazione dei Turchi selgèucidi, i quali erano ferocemente anti-cristiani, e hanno sfruttato terribilmente la Palestina, hanno perseguitato i cristiani… e i cristiani reagirono nel 1099 con la prima Crociata, e Goffredo di Buglione, il 15 giugno del ’99, entra in Gerusalemme e la riconquista. Questa conquista durerà neanche cento anni… La gerarchia cristiana ridiventa romana, sottomessa al Papa, e lascia l’ortodossia.

Nel 1291 gli ortodossi cacciano il patriarca cattolico. Nel ‘300 i francescani (noi abbiamo qui tra noi la presenza di un francescano) hanno dal Papa la missione di essere custodi e difensori della Terra Santa e dei pellegrini (quindi oramai sono 700 anni di presenza dei figli di San Francesco per difendere i pellegrini e la Terra Santa).

L’attualità. Dal 1517 al 1917, per quattrocento anni, i turchi (l’Impero Ottomano) sono stati padroni della Palestina, sono stati sfruttatori della Palestina e sono stati molto feroci nei riguardi dei cristiani.

Abbiamo visto poi che i cristiani hanno cercato di difendersi, hanno perso le Crociate… sennonché nel 1917 la Turchia entra in guerra (la prima guerra mondiale) al fianco dell’Austria e perde la guerra. Tra il ’17 e il ’18 le nazioni che hanno vinto la guerra, e specialmente l’Inghilterra… l’Inghilterra riceve un mandato dalle Nazioni Unite (che nel ’47 diventeranno O.N.U., Organizzazione delle Nazioni Unite; nel ’17 era solo N.U., Nazioni Unite) sulla Palestina, perché, avendo vinto la guerra contro la Turchia, e la Turchia essendo stata padrona dal 1517 al 1917 della Palestina, ecco che le Nazioni Unite dànno alla Gran Bretagna un mandato sulla Palestina.

Il 2 novembre, che è la festa di tutti i morti, del 1917, c’è la famosa Dichiarazione Balfour, in cui questo ministro inglese inserisce la sua dichiarazione nel Trattato di Pace con la Turchia e concede ad Israele un focolare ebraico, una home. Questa home significa “casa”, può significare tutto, può significare anche “Stato”, e hanno significato sulla ambivalenza di questa parola, tanto è vero che la Santa Sede disse: “Questo focolare diventerà un incendio…”: prevedeva quello che sarebbe successo e quello che vediamo, purtroppo, sotto i nostri occhi in questi giorni.

Tra il 1920 e il 1930 iniziano le grandi migrazioni degli ebrei in Palestina e già iniziano gli insediamenti a macchia di leopardo, quindi una colonia qui, una colonia qui… e soprattutto scelgono le parti che erano più floride, dove c’erano gli alberi, dove c’era l’acqua, dove c’era il verde. Naturalmente inizia anche la reazione araba…

Nel ’42 - ’45 –dice Sergio Romano- cominciano i primi attentati dei kamikaze, che però non erano palestinesi, non erano arabi… furono israeliti, la famosa Banda Stern, l’Haganah, Irgun, contro l’Inghilterra, che aveva questo mandato, al quale poi rinuncerà nel ’47; dal ’17 al ’47 mantiene il mandato sulla Palestina, ma siccome Israele inizia una serie di attentati suicidi contro l’Inghilterra, nel ’47 l’Inghilterra rinuncia al mandato e lo ridà all’ONU (frattanto dalle “Nazioni Unite” si era passati all’ “Organizzazione delle Nazioni Unite”).

Nel ’45 ci fu una strage, da parte degli israeliani, in un piccolo paesino, Deir Yassin, un villaggio arabo distrutto assieme ai civili (vecchi, donne e bambini…).

Sempre nel ’45 l’Hotel King David, che era pieno d’inglesi, fu fatto esplodere dai sionisti, capeggiati da Shamir e da Begin, che poi negli anni ’70 divennero ministri del Likud, primi ministri dell’estrema destra israeliana. Ebbene, in questo attentato persero la vita oltre 200 inglesi, compreso Lord Bernadotte.

E Sergio Romano dice: vedete, i primi kamikaze non sono palestinesi: sono israeliani. Poi, naturalmente anche i palestinesi hanno reagito… avendo subito degli attacchi di kamikaze hanno reagito alla stessa maniera.

Nel ’47 l’Inghilterra rimette all’ONU il suo mandato e allora ecco che si decide che la Palestina dovrà essere divisa in due Stati (uno arabo, uno ebraico) e Gerusalemme sarà capitale internazionale, perché in Gerusalemme si trovano tre confessioni: la musulmana, l’ebraica e la cristiana (non solo cattolica).

Il 14-15 maggio del ’48 nasce lo Stato d’Israele e nel ’48 – ’49 c’è la guerra arabo-israeliana. Israele distrugge città e villaggi palestinesi.

Nel 1951 900.000 arabi sono espulsi dalla Palestina e vanno nei campi di profughi. Nel ’67 diventano 3.000.000, oggi come oggi ne abbiamo 4.250.000.

Nel 48 Gerusalemme Ovest, occidentale (che doveva essere internazionale… Pio XII scrisse tre encicliche, due nel ’48, una nel ‘49) è occupata da Israele in maniera unilaterale (andando contro quello che era il mandato dell’ONU che riconosceva Gerusalemme come città internazionale), e confisca le case dei cristiani e le prende e le dà agli ebrei.

Nel ’49 c’è l’armistizio di Rodi e la Palestina nel ’49 (dal 135 al ’49), perde il nome: oramai c’è lo Stato di Israele, non si sente più parlare di palestinesi… Voi vedete una qualsiasi cartina geografica oggi, vedete Israele… non si parla più di Palestina!

La Palestina non ha più nome ed è divisa in due parti sotto la sovranità di Israele: la Cisgiordania (che oggi come oggi è governata da Al Fatah) e Gaza (che è governata da Hamas).

Nel 1967 scoppia la “guerra dei sei giorni”: Israele occupa anche Gerusalemme Est, l’altra parte, la parte orientale, quindi tutta Gerusalemme diventa israeliana.

Arafath allora dice: la Palestina deve essere difesa dai Palestinesi, perché prima la difendevano gli egiziani, i siriani e i giordani, i quali facevano gli interessi soprattutto della Siria, dell’Egitto e della Giordania (difendevano molto poco gli interessi dei palestinesi).

Con Arafath inizia la reazione all’invasione israeliana e la difesa degli interessi dei palestinesi. E fu con gli anni ’60 che i palestinesi imposero al mondo la realtà della Palestina, perché sino agli anni ’70 non si parlava di questa situazione (dal ’48 al ’67 non si parlava della Palestina, perché la Palestina era de facto proprietà della Siria, dell’Egitto e della Giordania… i palestinesi non avevano voce in capitolo).

Nel 1978-79 a Camp David, vicino Washington, Begin incontra Carter, il Presidente degli Stati Uniti (Begin fu quello che fece esplodere nel ’45 l’hotel King, dove morirono 200 inglesi, compreso Bernadotte; naturalmente ci furono reazioni da parte palestinese…è guerra… ci sono morti da due parti) e Gaza è definito come territorio occupato da Israele, proprietà di Israele, ma abitato dai palestinesi. Quindi la striscia di Gaza, dove oggi vivono un milione e mezzo di palestinesi, nel ’78-79 fu definito “territorio occupato, proprietà di Israele, anche se abitato dai palestinesi”. Ecco che c’è un popolo palestinese, ma non c’è uno Stato palestinese, per cui c’è un popolo senza Stato: la Palestina non esiste, anche se esistono i palestinesi…

1987-88: scoppia la prima intifada (sotto il primo Rabin, quando Rabin disse “spaccategli le ossa ai bambini palestinesi”). “Intifada” significa sollevazione popolare (perché di fronte a prepotenze non tutti riescono a starsene zitti e ringraziando Dio c’è qualcheduno che ha la forza di reagire, anche se reagisce con un sasso contro un carro armato).

Rabin si illuse che spezzando le braccia ai bambini palestinesi Israele potesse vincere la guerra; sennonché i palestinesi dettero prova di molta resistenza e cominciarono anche attentati da parte palestinese, sanguinosi, che continuano tutt’oggi, e questi non fanno piacere a nessuno, perché i morti son sempre morti, di qualsiasi parte essi siano…

Nel 1991, per la prima volta, si incontrano israeliani e palestinesi, assieme, a Madrid, per cercare di risolvere la soluzione.

Nel 1993 c’è Oslo 1; 1995 Oslo 2; allora c’è Rabin il quale –vedete- dal ’78 (“spezzategli le ossa”) ha capito… siccome hanno resistito e siccome ci sono stati attentati anche da parte palestinese (ci son stati molti morti israeliani) ha capito: in un territorio così piccolo, dove il 50% della popolazione è araba, 50% è israeliana, non possiamo illuderci di vincere la guerra, dovremo fare i conti con questa metà che resiste… oramai son 40 anni che stanno qui, resistono.. si fanno spezzare le braccia, ma continuano a tirare sassi.

Quindi Rabin, sinceramente (ed è per questo che è stato ucciso), arriva all’idea di dare ai palestinesi uno Stato; uno Stato comporta un porto (l’accesso al mare, cosa che oggi è negata), un aeroporto (l’accesso al cielo, cosa che oggi è negata, a partire dalla morte di Rabin) e i confini aperti con l’estero, e soprattutto all’interno, perchè per traversare la Palestina… avete visto… un palestinese non può andare da un paese all’altro (per andare da 15 km al di fuori di Israele dentro Israele gli si nega il visto!).

Ora, Rabin aveva deciso di dare allo Stato palestinese un vero e proprio Stato, con porto, aeroporto, libertà di accedere ai confini esterni ed interni, a condizione che i palestinesi si impegnassero a cessare le carneficine, gli attentati, che ci son stati anche da parte palestinese, questo nessuno lo nega… basta dare a una persona il tempo di dirlo...

Allora ecco che questa politica di Rabin non piace ad alcuni ambienti estremisti di destra (Rabin era un laburista, diciamo… un socialista), non piace a quelli del Likud, all’estrema destra israeliana, e quindi Rabin viene ucciso (armano la mano a questo Ygal, ma dietro lui, si sa, ci sono stati i servizi israeliani, perché questa politica di Rabin di concedere un vero Stato ai palestinesi non poteva e non doveva essere accettata).

Si arriva nel 2000 accanto a David 2 (abbiamo visto Camp David 1, ‘78). Questa volta si incontrano Barak, primo ministro israeliano (laburista, socialista) e Arafat. Sennonché cosa succede? Il 28 settembre del 2000 Sharon, che stava all’opposizione, fa una passeggiata sulla spianata della moschea di Omar (dove prima sorgeva il Tempio di Salomone, che fu distrutto nel ’70 dai romani; poi i musulmani hanno costruito la moschea, perché lì –secondo i musulmani- Maometto sarebbe asceso al cielo).

Allora Sharon fa questa passeggiata, pur essendo un esponente dell’opposizione, e scoppia la seconda intifada, quella del 2000, la famosa intifada che sarà molto lunga e dolorosa.

Un mese dopo ci sono le elezioni e Barak, con i laburisti, perde le elezioni; le vince il Likud e Sharon diventa il Primo Ministro.

Naturalmente con Sharon primo ministro il tentativo iniziato nel ’91-’93 da Rabin, che Barak, anche se in maniera meno calda, stava cercando di portare avanti all’inizio del 2000, con l’ottobre 2000 questo processo di pace (che ci si era avvicinati, da una parte e dall’altra) cessa.

La soluzione. Giovanni Paolo II ha detto nel 2002: «La Palestina è vittima di ingiustizie da più di 50 anni» (non si può accusare Giovanni Paolo II di essere un antisemita); lo stesso Benedetto XVI, il 14 maggio del 2009, ha detto la stessa cosa… A dire: i territori occupati, soprattutto Gaza e la Cisgiordania, sono un’ingiustizia, quindi bisogna restituire i territori occupati, e Gerusalemme Est e Ovest renderli di nuovo internazionali… vale a dire: è una città internazionale nella quale debbono sentirsi a casa loro non solo gli israeliani, anche gli israeliani, ma anche i cristiani e anche i palestinesi.

Ora vedete… nel ’48, quando fu proclamato lo Stato d’Israele, il 52% della terra (grosso modo il 50-52%) toccò a Israele, il 46-47% toccò alla Palestina e il 2-3% era ancora internazionale.

I palestinesi chiedono (o chiedevano) un ritorno a prima del ’67, perché nel ’67, con la guerra dei sei giorni, Israele invase l’altra metà della Palestina, quindi i palestinesi che erano il 46% della terra (dal ‘48), nel ’67 perdono il 23% della terra, per cui restano proprietari del 23% della terra della Palestina. Quindi nel ’47 hanno il 100%, nel ’48 hanno il 46%, nel ’67 hanno il 23%.

Quindi si chiede un ritorno a prima del ’67, vale a dire: dateci il 46%. Anche Khaled Meshaal il capo di Hamas ha dichiarato, quando vinse le elezioni nel gennaio del 2006, che Hamas non si oppone al fatto che, de facto, praticamente Israele abbia occupato la metà della Palestina, ma chiede che alla Palestina venga ridato almeno il 23% che nel ’67 gli era stato sottratto; quindi rimangono due Stati, grosso modo uno ha il 50%, uno il 46%, però dovete darci e il 46% della terra e questa terra deve essere uno Stato con aeroporto, con porto e con libertà di accesso ai confini esterni; noi ci impegniamo a non fare più attentati, fine degli insediamenti e delle colonie ebraiche (perché continuano a insediare coloni… cacciano dalle case gli arabi e ci mettono questi coloni israeliti).

Kissinger, però, a La Stampa di Torino, il 10 maggio 2002, dichiara: “tornare al ’67 è impossibile”, quindi bisogna rimanere al 52% a Israele e al 23% alla Palestina. Era il piano di Rabin e Arafat lo avrebbe anche accettato, a condizione che fosse stato un trampolino di lancio, che gli avessero lasciato un dominio, uno Stato (anche su questo 23% soltanto di terra) con accesso al mare, al cielo e circolazione libera all’interno e all’esterno.

Camp David 2: Clinton, Barak, Arafat – 2000. Noi abbiamo visto già il ’78 con Carter, adesso c’è Clinton, e Barak perde le elezioni un mese dopo, data la passeggiata di Sharon (la destra israeliana) nella moschea, il 28 settembre del 2000.

Clinton fece delle offerte ad Arafat e lì per lì anche io non riuscivo a capire come mai Arafat non ha accettato queste offerte che sembravano davvero vantaggiose, come mai Arafat non ha accettato queste offerte fatte da Clinton… Perché bisogna poi studiare (nei giornali non si leggeva), bisogna studiare dei libri e capire come stanno realmente le cose.

Queste offerte non erano eseguibili (lo sapevano Clinton e Barak), ma dovevano essere presentate dalla stampa come un’offerta americana vantaggiosissima per la Palestina… Era l’offerta d’oro del 90% della Palestina e Arafat, il cattivo, ha detto: “no!”. Io pure dicevo: ma costui è folle! Gli offrono il 90% della Palestina e dice no! Però non ci dicono che questo 90% della Palestina è il 90% dei territori del ’67, vale a dire: se Arafat avesse accettato, avrebbe accettato di perdere una parte del 23% dei territori che gli restavano… Non è che si tornava a metà per gli israeliani e metà per i palestinesi… no! Arafat avrebbe dovuto cedere il 3% del 23% della terra che gli restava, quindi avrebbe dovuto dire: io accetto il 20% della terra palestinese. Naturalmente Arafat non ha potuto accettare.

Quello che è da sapere è che questi incontri di Camp David 2000 sono stati condotti senza trascrizione, non esistono trascrizioni ufficiali pubblicate dall’America, che avrebbe dovuto essere la potenza super partes.

Israele non ha mai accettato di ritirarsi dai territori occupati nel ’67 (anzi, ha chiesto di rifiutare anche il 3%) e Dennis Ross (che era nominato da Clinton come l’esperto americano), Barak e Clinton capivano… sapevano benissimo che Arafat non avrebbe potuto accettare, perché i principi di Oslo del ’93 e del ’95, di Rabin, non sono stati applicati… perché almeno Rabin concedeva, in questo 23% (e loro invece chiedevano di rinunciare a un altro 3%) un vero e proprio Stato.

Terra in cambio di pace, non c’è nessun ritiro dell’esercito israeliano e dei coloni dai territori occupati nel ’67, Gerusalemme Est rimane occupata (sia Est che Ovest), non è una città internazionale; i profughi palestinesi del ’48-’66 (son diventati da 400.000 a 3.000.000 a 4.500.000) non hanno diritto al ritorno, restano in campi profughi, (che sono campi di concentramento) nei Paesi arabi limitrofi, e poi Israele ha ricevuto un milione di ebrei russi che sono entrai ancora nello Stato d’Israele.

Le garanzie del processo di pace. Innanzitutto il quartetto per il medio-oriente era non solo l’America, ma avrebbe dovuto essere anche la Russia e l’Unione Europea e la Lega Arabe e l’ONU; invece a Oslo ci fu soltanto l’America, e questa non fu una procedura corretta.

L’ONU fu cancellata totalmente e assieme all’ONU e al fatto che la Russia e l’Unione Europea e la Lega araba non avessero voce in capitolo fu cancellato anche il futuro politico dei palestinesi.

Quindi per la Palestina ciò significava rinunciare all’aspirazione a uno Stato sovrano -anche se dimezzato- e indipendente. Naturalmente questo la Palestina non poteva accettarlo, come Israele, oggi come oggi, non potrebbe rinunciare a un suo Stato indipendente.

La terra palestinese. Abbiamo visto come nel ’48 sia stata divisa in due parti. Quel che occorre sapere è che l’ONU fece nel ‘47, il 29 novembre del 48 la famosa risoluzione 181, in cui diceva: la Palestina è divisa in due, una parte va allo Stato d’Israele (il 52% della terra), una parte alla Palestina (il 46%). Nel ’67 Israele ha occupato la metà della restante Palestina; il 23% della superficie è rimasta alla Palestina. Il 46% diviso in due fa 23%; 75% va a Israele, 23% alla Palestina e Rabin ha cercato di rendere questo 23% uno Stato realmente sovrano.

Sennonché, purtroppo, con Clinton si arriva al 2000, a Camp David, in cui si chiede ancora di rinunciare al 3% alla Palestina e lì si rompono i trattati.

Gerusalemme. Nel ’48 gli israeliani hanno occupato Gerusalemme ovest, nel ’67 anche Gerusalemme est e tutta Gerusalemme è israeliana.

La Palestina. Nel ’31 la Gran Bretagna dette alla Palestina il diritto sulla moschea di al-Aqsā e costituì un ente musulmano, Al-Waqf, il quale aveva diritto e padronanza sulla moschea di Omar, però c’era la clausola secondo la quale gli israeliti potevano pregare a fianco, davanti, al muro del pianto, ma non sopra, dove sorge la moschea (quello è territorio palestinese… è una moschea musulmana); invece Sharon, il 28 settembre del 2000 sale sulla spianata della moschea che è, per mandato dell’ONU del ’31, un territorio palestinese. I profughi palestinesi abbiamo visto che fine hanno fatto... e gli insediamenti dei coloni aumentano costantemente (se ne ritirano 4.000, ne mandano 8.000…). La conclusione è questa qui… Ecco perché Arafat ha perso… ha dovuto perdere l’occasione d’oro nel rifiutare, nel 2000, Camp David 2.

Peres, a La Stampa (il quotidiano torinese) il 13 maggio del 2003, a pagina 3 dice: «Nessun israeliano capisce perché Arafat abbia rifiutato la proposta di Clinton; abbiamo offerto noi la terra allo Stato palestinese indipendente, ma non abbiamo avuto la pace in cambio».

Il Principe Abd-Allah della Giordania, a La Stampa, il 12 maggio del 2002, a pagina 7 dice: «Israele deve ritirarsi completamente da tutti i territori occupati nel ’67 e Gerusalemme (Gerusalemme est) deve tornare a essere una città internazionale. Gli arabi non si accontenteranno di un ripiegamento parziale», bisogna che il cedimento avvenga da entrambe le parti, altrimenti non ci sarà mai pace in Palestina. Purtroppo il Likud non accetta questa politica…

Quindi la risoluzione dell’ONU 181 29 enuncia un piano di spartizione, ma l’ONU non aveva competenza su nessun territorio, raccomanda e consiglia la spartizione, ma non obbliga, non fu una norma, quella dell’ONU, nel 1947. Oggi come oggi noi ci troviamo nel paradosso del 75% di terra a Israele, del 23% alla Palestina.

La Gran Bretagna non aveva titoli di sovranità sulla Palestina (anche se la Palestina apparteneva alla Turchia e l’Inghilterra aveva vinto la guerra sulla Turchia); nel ’47 Israele accettò la raccomandazione e il consiglio dell’ONU (la raccomandazione 181), la Palestina la rifiutò. Oggi, a partire dal 2002, la Palestina invoca la risoluzione 181 come un trampolino per un processo di pace. La Palestina mantiene un diritto di possesso sul suo suolo (23%, 46% ancora oggi, come prima del ’67 e come nel ‘48); Gerusalemme è un corpo separato, amministrato dalle Nazioni Unite e non solo da Israele (o solo dai musulmani), perché ci sono anche i cristiani. Quindi Gerusalemme è una città santa per gli ebrei, i musulmani e i cristiani.

Ben Gurion, nel ’98, disse di accettare de iure la risoluzione ONU, ma il 15 maggio ’48 invase de facto Gerusalemme est.

 

 

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(da riportare sempre nelle trascrizioni su altri siti web)