IRAN USA FACCIA A FACCIA FINALE?

d. CURZIO NITOGLIA

24 gennaio 2012

http://www.doncurzionitoglia.com/iran_usa_faccia_faccia.htm

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Il terrorismo attuale in Iran parte da lontano

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●Il recente attentato terroristico che ha colpito la capitale iraniana, uccidendo Mostafa Ahmadi-Roshan scienziato in servizio presso il sito nucleare di Natanz, si inserisce nell’ormai estenuante contenzioso sul programma atomico della Repubblica Islamica dell’Iran. Modalità, tecniche e tempi hanno immediatamente fatto pensare all’ennesima operazione “undercover” orchestrata dai servizi d’intelligence americani (Cia) o dai loro colleghi israeliani del Mossad.

●Ahmadi-Roshan, 32 anni, è stato assassinato da un commando in motocicletta che ha fatto saltare per aria la sua auto. Con lui sono morti l’autista ed un passante. Si tratta della quarta vittima eliminata in un anno con la stessa metodologia. In tutti i precedenti attentati sono stati presi di mira esponenti (tecnici o scienziati) del mondo scientifico locale impegnati tutti nel programma atomico di Teheran.

●Le autorità iraniane hanno immediatamente accusato Washington e Tel Aviv di quest’ennesimo barbaro crimine. Come ha legittimamente scritto Massimo Fini “è difficile dar loro torto. Del resto Mossad e Cia ci hanno abituato ad azioni molto “disinvolte”, per così dire, che calpestano ogni legalità internazionale e, a volte, la stessa sovranità di Paesi alleati.

●La Rivoluzione Islamica dell’Iran è essenzialmente un movimento che mira al recupero ed alla valorizzazione dell’idea-forza religiosa, ostile tanto al blocco dell’Occidente capitalista americano/centrico quanto al blocco dell’Oriente comunista sovietico.

●Il nuovo terrorismo, che oggi colpisce l’Iran ed i suoi scienziati nucleari, non è altro che l’evoluzione di una serie di programmi di lotta che hanno a Washington ed a Tel Aviv i principali centri direttivi[1].

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Provocare l'Iran perché “spari il primo colpo"?

●L’Iran è un paese di quasi 80 milioni di persone. Costituisce un importante e significativo potere militare ed economico regionale. Possiede il dieci per cento delle riserve mondiali di petrolio e di gas, oltre cinque volte quelle degli Stati Uniti d’America.

●La conquista delle ricche risorse petrolifere iraniane è la forza trainante che investe l’agenda militare americana. Il petrolio e il gas dell’Iran sono il trofeo, non dichiarato, di una guerra a guida americana che, negli ultimi nove anni, si trova sul tavolo di progettazione operativa del Pentagono.

●Mentre gli Stati Uniti sono sul piede di guerra, l’Iran è stato - per più di dieci anni - attivo nello sviluppare le sue capacità militari, nell’eventualità di un’aggressione promossa dagli Stati Uniti. Se dovessero scoppiare le ostilità tra l’Iran e l’Alleanza militare occidentale, questo potrebbe innescare una guerra regionale che andrebbe ad estendersi dal Mediterraneo ai confini con la Cina e che, potenzialmente, potrebbe condurre l’umanità nel dominio di uno scenario da Terza Guerra Mondiale.

●Il governo russo, in una recente dichiarazione, ha avvertito gli Stati Uniti e la Nato che “se l’Iran dovesse essere trascinata in qualsiasi situazione avversa dal punto di vista politico o militare, questo costituirà una diretta minaccia alla nostra sicurezza nazionale”. (Cfr. Michael Chussudovsky, Global Research,18 gennaio 2012).

●L’Iran è l’obiettivo dei piani di guerra Usa-Israele-Nato. Sono stati messi in campo avanzati sistemi d’arma. Forze speciali americane e alleate e agenti dei servizi segreti sono già sul terreno all’interno dell’Iran. Droni militari degli Stati Uniti sono impiegati in attività di spionaggio e di ricognizione. Armi nucleari tattiche B61 “bunker buster” (distruggi bunker) sono candidate ad essere utilizzate contro l’Iran come rappresaglia per il suo presunto programma di armi nucleari. Ironia della sorte: nelle parole del Ministro della Difesa americano Leon Panetta, l’Iran non possiede un programma di armamenti nucleari: “Stanno cercando di sviluppare un’arma nucleare? No!”.

●È avvenuto un massiccio dispiegamento di truppe statunitensi, che sono state inviate in Medio Oriente, per non parlare del ri-posizionamento delle truppe Usa e alleate in precedenza di stanza in Afghanistan ed Iraq. Novemila soldati statunitensi sono stati inviati in Israele per partecipare a quella che viene descritta dalla stampa israeliana come la più grande esercitazione bellica congiunta di difesa aerea della storia israeliana. Le manovre, indicate con Austere Challenge 12, sono previste per le prossime settimane. Il loro scopo dichiarato “è quello di testare i molteplici sistemi di difesa aerea israeliani e statunitensi, in particolare il sistema Arrow, che Israele, nello specifico, ha sviluppato con il concorso degli Stati Uniti per intercettare i missili iraniani.”(Cfr. military.com, 5 gennaio 2012).

●In buona sostanza, Israele è diventato l’avamposto militare degli Stati Uniti. Le strutture di comando degli Stati Uniti e di Israele vengono integrate con una stretta concertazione tra il Pentagono e il Ministero della Difesa d’Israele. Un gran numero di truppe degli Stati Uniti sarà di stanza in Israele, una volta che i piani di guerra sono stati completati. L’assunzione di questo dispiegamento militare è l’allestimento scenico di un attacco aereo congiunto Usa-Israele contro l’Iran.

●Questa settimana migliaia di soldati degli Stati Uniti hanno iniziato ad arrivare in Israele. Molti sarebbero rimasti fino alla fine dell’anno come parte dell’integrazione in approntamento fra esercito degli Stati Uniti ed esercito di Israele in vista di un impegno militare contro l’Iran e la sua possibile escalation in un conflitto regionale. Essi saranno affiancati da una portaerei statunitense. Gli aerei da combattimento dai suoi ponti condurranno missioni in coordinazione con aerei dell’aviazione di Israele.

●Anche Teheran sta camminando sul filo del rasoio. Vengono messe in scena manovre militari a distanza ravvicinata per assicurare il popolo iraniano che i suoi dirigenti sono pienamente preparati a difendere il paese contro un attacco americano o israeliano e contro il suo programma nucleare nazionale. Con questo stratagemma le forze di terra, di mare e di aria dell’Iran sono mantenute costantemente all’erta bellica, pronte a contrastare qualsiasi attacco di sorpresa. (Cfr. Debka, 13 gennaio 2012).

●I media occidentali hanno a malapena menzionato questi dispiegamenti di truppe. L’ultimo dispiegamento [delle truppe statunitensi in Kuwait], che è stato annunciato senza eccessiva enfasi al pubblico, aggiunge un numero straordinario di truppe in linea con l’arsenale americano che ora sta circondando l’Iran letteralmente su tutti i fronti. (Cfr. Russia Today, US stations 15,000 troops in Kuwait 13 gennaio 2012).

●La domanda cruciale: il Pentagono, cercando di innescare deliberatamente uno scontro militare nel Golfo Persico, è alla ricerca di ottenere un pretesto e una giustificazione per scatenare una guerra totale contro la Repubblica islamica dell’Iran? Gli strateghi militari statunitensi ammettono che la Marina degli Stati Uniti si troverebbe in una posizione di svantaggio rispetto alle forze iraniane nel corridoio stretto dello Stretto di Ormuz.

●Nonostante la sua potenza e la forza di impatto, la geografia opera letteralmente contro il potere navale statunitense nello Stretto di Ormuz e nel Golfo Persico. La relativa ristrettezza del Golfo Persico lo rende simile a un canale, almeno in un contesto strategico e militare. Metaforicamente parlando, le portaerei e le navi da guerra degli Stati Uniti sono confinate in acque anguste o sono chiuse all’interno di acque costiere del Golfo Persico. […] Anche le simulazioni di guerra del Pentagono hanno dimostrato che una guerra nel Golfo Persico contro l’Iran si dimostrerebbe un disastro per gli Stati Uniti e per il suo esercito. (Cfr. Mahdi Darius Nazemroaya, The Geo-Politics of the Strait of Hormuz: Could the U.S. Navy be defeated by Iran in the Persian Gulf?, Global Research, 8 gennaio 2012).

●L’amministrazione Obama è disposta a sacrificare una o più navi della Quinta Flotta, con conseguenti perdite massicce tra i soldati e i marinai, al fine di raccogliere l’appoggio dell’opinione pubblica per una guerra contro l’Iran per motivi di legittima difesa?

●Come documentato da Richard Sanders, la strategia di provocare un incidente pretesto per la guerra è stata usata in tutta la storia militare degli Stati Uniti. (Cfr. How to Start a War: The American Use of War Pretext Incidents, Global Research, 9 gennaio 2012).

●Secondo il professor Francis Boyle, con riferimento alla prova di forza in corso nel Golfo Persico tra la Marina degli Stati Uniti e l’Iran: Ancora una volta, mi sembra di assistere a una situazione simile a quella del 1941, quando F. D. Roosevelt sacrificò la Flotta del Pacifico e i suoi uomini a Pearl Harbor, tranne le portaerei, con lo scopo di ottenere il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, nonostante il fervente desiderio del popolo americano e del Congresso a rimanerne fuori. (Cfr. Francis Boyle, 13 gennaio 2011, comunicazione all’autore via email).

●A prescindere dall’“incidente” in cui il nemico è istigato a “tirare il primo pugno”, vengono addotte “giustificazioni tematiche” per demonizzare il nemico e giustificare un casus belli. Armi di distruzione di massa e il cambio di regime nel caso dell’Iraq (2003), il sostegno ad Al-Qaeda gli attentati terroristici dell’11 settembre nel caso dell’Afghanistan (2001), il “cambio di regime” e la “democratizzazione” come nei casi della Jugoslavia (1999) e della Libia (2011).

●Queste, fra le altre, le giustificazioni tematiche per scatenare una guerra contro l’Iran: 1°). L’Iran è accusato di sviluppare un programma di armi nucleari. 2°) L’Iran è uno “Stato canaglia”, che sfida la “comunità internazionale” e costituisce una minaccia per il mondo occidentale. 3°) L’Iran vuole “cancellare Israele dalla carta geografica”. 4°) L’Iran è responsabile per il suo appoggio e la complicità negli attacchi terroristici dell’11 settembre. 5°) L’Iran è un paese autoritario e antidemocratico, quindi è giustificabile un intervento di “Impegno e Responsabilità alla Protezione” (R2P) al fine d’instaurare la democrazia.

●Se dovessero essere lanciati attacchi aerei, l’Iran scatenerebbe ritorsioni con attacchi missilistici diretti contro Israele e contro le strutture militari statunitensi presenti nel Golfo Persico, nell’Iraq e in Afghanistan.  Quindi, la guerra potrebbe coinvolgere anche la Siria (che è un alleato dell’Iran), la Palestina, il Libano e la Giordania, con la partecipazione delle fanterie siriane così come degli Hezbollah, che con efficacia hanno annullato Israele nella invasione del Libano del 2006.

●Secondo recenti sviluppi, l’Iran ha accresciuto le sue forniture militari alla Siria e al Libano. A sua volta, la Russia ha una base navale nel sud della Siria e accordi di cooperazione militare con la Siria e l’Iran comportano la presenza di consiglieri militari russi.

●La partecipazione di Russia e Cina a fianco dell’Iran è già di fatto nella prospettiva di accordi di cooperazione prevalentemente militare, e ciò è confermato dal trasferimento di sistemi d’arma e della relativa tecnologia a favore dell’Iran, dalla presenza di consiglieri militari russi, dalla formazione del personale, sia in Iran che in Siria. Inoltre, l’Iran ha lo status di osservatore nella ‘Sco’.

●Russia e Cina sono pienamente consapevoli che una guerra contro l’Iran è un trampolino di lancio verso una guerra più allargata. Entrambi i paesi sono presi di mira dagli Stati Uniti e della Nato. La Russia è minacciata sui suoi confini con l’Unione Europea, con armi di distruzione di massa di Usa-Nato puntate contro le principali città russe. Fatta eccezione della sua frontiera settentrionale, la Cina è circondata da basi militari statunitensi, dalla penisola coreana al Mar Cinese Meridionale. Sia la Cina che la Russia sono percepite da Washington come una “minaccia globale”.

●L’obiettivo di Washington è quello di stabilire il suo dominio militare sul mondo. Mentre la “guerra al terrorismo” e il contenimento degli “Stati canaglia” costituiscono ancora la giustificazione ufficiale e la forza motrice degli Stati Uniti, Cina e Russia sono state etichettate in documenti dell’esercito e della Sicurezza Nazionale statunitensi come potenziali nemici. (Cfr. Greg Jaffe, Rumsfeld details big military shift in new document, The Wall Street Journal, 11 marzo 2005).

●In che modo Washington intende raggiungere il suo obiettivo di egemonia militare globale? Attraverso la crescita vertiginosa delle spese per la difesa e con la continua crescita dell’industria statunitense degli armamenti, che richiedono una pesante compressione di tutte le categorie di spesa pubblica.

●Reso effettivo nel bel mezzo della più grave crisi economica della storia americana, l’aumento continuo delle spese per la difesa alimenta questa nuova corsa non dichiarata agli armamenti, in competizione con la Cina e la Russia, con una massiccia quantità di dollari di tasse incanalata verso gli appaltatori della difesa degli Stati Uniti (Cfr. Michel Chossudovsky, New Undeclared Arms Race: America's Agenda for Global Military Domination, Global Research, 17 marzo 2005).

●Questa ideologia del “Big Dog”, un termine coniato dal Pentagono, è una pre-condizione per la “Globalizzazione della Guerra”. Si tratta di un programma diabolico per migliorare la macchina di morte americana attraverso lo smantellamento dei programmi sociali e l’impoverimento della gente negli Stati Uniti. (Cfr. Greg Jaffe, Rumsfeld details big military shift in new document, The Wall Street Journal, 11 marzo 2005).

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d. CURZIO NITOGLIA

 

24 gennaio 2012

http://www.doncurzionitoglia.com/iran_usa_faccia_faccia.htm

 


In Appendice:

La Stampa del 18 gennaio 2012

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fonte del testo:

http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-01-2012&pdfIndex=27


 

[1] Cfr. dagobertobellucci, 17/01/2012.