NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE!

 

DON CURZIO NITOGLIA

2 febbraio 2010

http://www.doncurzionitoglia.com/il_sordo_peggiore.htm 

 


 

Riguardo ad alcuni scritti che si ostinano a voler scusare l’inescusabile

 

  • “Nulla di nuovo sotto il sole”. Nella vista alla sinagoga di Roma? del 17 gennaio 2010 Benedetto XVI non ha fatto nulla di più o di peggio di quanto non sia stato fatto a partire da Nostra aetate (1965) sino al 2009: per esercitare lecitamente l’episcopato bisogna professare la vulgata sterminazionista della shoah (Lettera ai vescovi di tutto il mondo, 10 marzo 2009), che rappresenta l’inferno in terra (Discorso all’Angelus, Castelgandolfo, 2 agosto 2009). Egli ha ripreso e citato i più importanti testi conciliari (Nostra aetate) e post-conciliari sul rapporto tra cristianesimo e giudaismo post-biblico: 1°) Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo: “Noi Ricordiamo: una riflessione sulla shoah”, del 16 marzo 1998; 2°) Discorso al campo di Auschwitz-Birkenau, del 28 maggio 2006, in “Insegnamenti di Benedetto XVI”, II, 1, 2006, p. 727; 3°) “Catechismo della Chiesa Cattolica”, n° 839; 4°) Pontificia Commissione Biblica: “Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana”, 2001, pp. 12 e 55.

 

  • Le immagini televisive hanno colpito e stupito più dei testi citati (“roba da far impallidire l’inferno”, direbbe Domenico Giuliotti), ma lo stesso Benedetto XVI, e non solo Giovanni Paolo II (13 aprile 1986), era già stato nella sinagoga di Colonia (2006) e di Boston (2007). Quindi “tanto rumore per nulla”. Non capisco chi si ostina a voler dire: “Tutto va bene, non c’è nulla di nuovo”, come non capisco chi si è preoccupato solo ora, quasi che dal 1965 ad oggi non sia successo nulla.

 

  • Da ciò si evince, a meno di volersi accecare o assordire, che tra Concilio Vaticano II/post-concilio e Tradizione della Chiesa vi è discontinuità. Le scene del 17 gennaio 2010 e del 13 aprile 1986 (qualche superstizioso potrebbe dire che “17” e “13” portano sfortuna) rappresentano e fanno toccare con mano la nuova teologia giudaizzante del Vaticano II. Forse, in una società che non legge più come si faceva prima (quando l’uomo era ancora “animale razionale”), ma guarda e ascolta soltanto (homo videns, audiens et ludens), non è il documento scritto a colpire, ma l’immagine televisiva.

 

  • Riccardo Di Segni in un’intervista rilasciata a Giuseppe Rusconi, il 19 gennaio, ha detto: «Gli ebrei si possono permettere il lusso di pensare che gli altri [i cristiani] non esistano, perché loro esistono prima. Invece i cristiani, che sono radicati nell’ebraismo, se vogliono pensare questo, dovrebbero tagliare le loro radici». Loro parlano chiaro, noi non più e non vogliamo neppure sentire o vedere.

 

  • La conclusione ragionevole dovrebbe essere che “non si può conciliar l’inconciliabile, nel nome del concilio”. «Il vostro parlare sia: “sì = sì, no = no”; quello che è di più viene dal demonio». Ossia, nel caso nostro, “il cristianesimo è cristianesimo, il giudaismo è giudaismo”; se mi contraddico affermando “cristianesimo = giudaismo”, vuol dire che vengo ispirato dal demonio.

 

  • “Il Reno si è gettato nel Tevere”, durante il Vaticano II. La sana reazione dovrebbe ri-gettare nel Tevere il “Renanismo”, di modo che se ne torni a casa, via Reno, Rodano, Senna e Mosella. Come successe al conciliabolo di Pisa (XVIII secolo), quando i cattolici inferociti dissero ai vescovi giansenisti, che avevano fatto una riforma liturgica molto simile al Novus Ordo Missae del 1970: “o Messa vecchia o bastonate nuove!”. Ma erano altri tempi e vi erano altri uomini. Oggi l’unica spes humana sembra essere Mamohud Ahmadinejead; a casa nostra pare esservi rimasta quasi solo “sporcizia”, come disse il card. J. Ratzinger nella Via Crucis del Venerdì Santo 2005. San padre Pio da Pietrelcina diceva: “certi uomini sono peggiori dei diavoli”.

 

DON CURZIO NITOGLIA

2 febbraio 2010

http://www.doncurzionitoglia.com/il_sordo_peggiore.htm