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“CON NOI”

Compendio dottrinale per la formazione forzanovista di base


d. CURZIO NITOGLIA

15 marzo 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/fn_con_noi.htm

Cosa è “Forza Nuova”

● Mi è giunto un libretto, di circa 100 pagine, intitolato “Con Noi”, il quale racchiude il programma dottrinale del movimento politico di “Forza Nuova”. Questo fu fondato il 29 settembre 1997 e venne posto sotto la protezione di San Michele Arcangelo (“Con Noi”, p. 6), il Principe della Milizia Celeste, che combatté contro Lucifero, (il quale si era eretto contro Dio) e lo sconfisse al grido “Quis ut Deus?, che vuol dire appunto “Michael”. Lucifero era il più bello e intelligente degli Angeli buoni, ma, non volendo riconoscere la sua dipendenza da Dio, divenne un Angelo malvagio o diavolo e fu precipitato nell’Inferno, creato solo allora da Dio, dopo un’immane battagliata delle Milizie Celesti buone e fedeli a Dio, capitanate da San Michele, contro quelle malvagie, capitanate da Lucifero, divenuto perverso dopo il suo “Non serviam” rivolto contro Dio.

● “Forza Nuova” si pone in contrapposizione alla filosofia della modernità (da Cartesio a Hegel, ibidem, p. 100), caratterizzata dal soggettivismo, per cui la verità (ib., p. 26) non è più la conformità del pensiero umano alla realtà (“filosofia perenne” di Aristotele e San Tommaso, cfr. Pio XI, enciclica Studiorum ducem), ma è il prodotto del Soggetto pensante, che, similmente a Lucifero, vorrebbe bastare a se stesso, senza riconoscere nessuna dipendenza da una realtà oggettiva al di fuori di lui (p. 39), sia creata (il mondo reale) sia Increata (Dio trascendente il mondo, cfr. Pio XII, enciclica Humani generis). Quindi “la conformità alla verità oggettiva” (p. 6) caratterizza la filosofia teoretica di ‘FN’ sulla quale essa vuol costruire la filosofia pratica e l’attività politica, ossia l’agire moralmente bene, secondo la virtù di prudenza sociale, che fa scegliere ai governanti e ai sudditi i mezzi migliori per ottenere il fine o benessere comune temporale della Società civile, subordinatamente al Fine ultimo soprannaturale (p. 26) ossia Dio (cfr. Leone XIII, enciclica Libertas). Perciò “l’azione di ‘FN’ non è rivolta al solo piano orizzontale e sociale delle relazioni tra gli uomini, ma anche a quello verticale e soprannaturale della relazione con Dio” (p. 7). La ragione ultima dell’azione sociale o politica di ‘FN’ è proprio questa relazione al Fine ultimo sia del singolo che della società, la quale è costituita dall’insieme di più famiglie, essendo l’uomo un “animale socievole per natura” (Aristotele, Politica).

● Essendo un movimento italiano, ‘FN’ si occupa della propria Patria o “terra dei padri”, costatandone l’attuale decadenza, intellettuale e morale, e prefiggendosi un’opera di ricostruzione della Nazione italiana (p. 7), mediante il ritorno alle radici filosofiche (metafisica greco-romana) e religiose (Religione cattolica) che l’hanno formata.

Il programma di ‘FN’ in 8 punti

● Per poter ricostruire la Patria italiana ‘FN’ ha elaborato un programma e lo ha sintetizzato in 8 punti:  

1°) l’abrogazione delle leggi abortiste (p. 8), poiché l’aborto è l’uccisione ingiusta di un innocente, contraria alla Legge naturale e divinamente rivelata: “5° Comandamento: Non uccidere l’innocente”.

2°) Incoraggiare la famiglia (p. 9), poiché l’uomo per natura tende ad unirsi alla donna per formare una società domestica e mettere al mondo dei figli (cfr. Pio XI, enciclica Casti connubii). Perciò le leggi dello Stato debbono favorire e facilitare la crescita demografica e le famiglie numerose. Leone XIII (enciclica Rerum novarum, v. p. 88) ha insegnato che la Società civile o Stato deve fare in modo che il salario dell’operaio sia sufficiente al mantenimento non solo del capofamiglia, ma anche della moglie e dei figli, di modo da permettergli di possedere una casa propria e un piccolo appezzamento di terra, per poter pensare non solo alla sussistenza materiale ma anche all’educazione intellettuale, morale e religiosa della famiglia, la quale è la ricchezza della società civile, che è composta da più famiglie.

3°) Bloccare l’immigrazione di massa[1], che snatura la cultura e la religiosità della Patria, provvedendo ad un “rimpatrio umano” degli immigrati irregolari, aiutandoli a vivere dignitosamente nei loro Paesi d’origine (p. 10).

4°) Mettere fuori legge la massoneria e le sette segrete, che tramano contro l’Autorità civile e religiosa, come hanno insegnato i Papi ininterrottamente (cfr. specialmente Leone XIII, enciclica Humanum genus).

5°) Sradicare la piaga dell’usura o prestito di denaro a interesse esagerato, come ha insegnato la Chiesa (Concilio di Vienne, 1312; Benedetto XIV, enciclica Vix prevenit, 1745; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II-II, questione 9, articoli 1-4.

6°) Ripristino della Religione cattolica quale religione ufficiale dello Stato italiano (p. 11), come era stato pattuito nel Concordato dell’11 febbraio 1929. Lo Stato è un insieme di individui e di famiglie e come l’individuo deve dare all’Unico vero Dio che lo ha creato il culto che Gli è dovuto (“1° Comandamento: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di Me”), così pure la famiglia e la Società civile, le quali sono un insieme di individui creati da Dio, debbono adorarLo. (Cfr. Leone XIII, enciclica Immortale Dei e Diuturnum; Pio XI, enciclica Quas primas[2]).

7°) Abrogazione delle leggi liberticide, che impediscono la libera ricerca storica (v. Legge Mancino, 1991).

8°) Formazione delle Corporazioni per la difesa economico-sociale dei “Corpi intermedi”, come ha insegnato Pio XI nell’enciclica Quadragesimo anno.

● Mi permetto di specificare che la “Socializzazione” (p. 104), la quale mira alla partecipazione dei lavoratori alla gestione ed agli utili delle aziende, secondo la dottrina sociale della Chiesa è consigliata ai proprietari, ma non è obbligatoria. Mentre i regimi totalitari socialisti hanno cercato di rendere obbligatorio ciò che è solo consigliato e questa è la differenza tra lo Stato sociale e quello socialista. L’opuscolo “Con Noi” non fa questa distinzione, ma non dice neppure che la Socializzazione delle industrie deve essere resa obbligatoria dallo Stato. Forse sarebbe meglio precisare.

Conclusione

Da quanto letto mi sembra di poter concludere che:

1°) nel programma di ‘FN’ non solo non vi è nulla di contrario alla Fede e alla Morale cattolica, ma anzi che essa s’ispira filosoficamente al realismo della conoscenza aristotelico-tomistica, (ripudiando il soggettivismo cartesiano) e alla metafisica dell’essere di Platone, Aristotele e San Tommaso d’Aquino, (contrapponendosi ad ogni divenire dialettico-evoluzionistico, p. 26 e 35-36);

2°) teologicamente ‘FN’ si rifà alla Dottrina sociale della Chiesa espressa nelle grandi Encicliche del Magistero tradizionale e ripudia gli errori del liberalismo, democraticismo e materialismo dialettico-storico;

3°) corregge la sbandata idealistica gentiliana del Fascismo-movimento (p. 73)[3];

4°) si schiera per la Trascendenza contro l’immanentismo modernistico e antropocentrico (p. 52 e 58), per la Tradizione apostolica (p. 55 e 105) contro il modernismo e il neomodernismo del Vaticano II (p. 61, 70 e 71).

Penso, quindi, che il cattolico antimodernista e fedele alla Tradizione apostolica della Chiesa cattolica possa appoggiare tale associazione come “movimento culturale”, affinché essa possa aiutare soprattutto i giovani a ritrovare nel mondo contemporaneo un ideale e la retta strada della sana ragione e della teologia tradizionale.

Anzi si dovrebbe aiutarla, con consigli dottrinali e spirituali e senza indebite ingerenze, a diventare un punto di aggregazione per togliere specialmente i giovani dalla strada e metterli sulla “Via” della salvezza (mediante la formazione dottrinale, lo studio settimanale e comunitario dei buoni libri di teoria e azione controrivoluzionaria, cfr. p. 103 e possibilmente gli Esercizi spirituali).

Naturalmente come “partito” politico non può essere appoggiato pubblicamente dai sacerdoti, che hanno la missione di portare il Vangelo a “tutti” e non ad una “parte”. Sarebbe, tuttavia, uno sbaglio “remare contro” e affossarlo come movimento culturale e dottrinale di carattere sociale, poiché ‘FN’ promuove la sana dottrina del diritto naturale e cristiano (p. 18).

Se vi sono delle deficienze in qualche cosa è bene dirlo a chi di dovere, con educazione, “in faccia” e chiaramente, affinché siano esse corrette. Occorre soprattutto pregare e adoperarsi affinché la dottrina di ‘FN’, che corrisponde a quella sociale del cattolicesimo, sia vissuta in pratica e realmente dai giovani militanti, senza eccessive illusioni e neppure senza eccessivo spirito critico.

Non si può obbligare nessuno a farn parte di ‘FN’, ma non si deve spingere nessuno a distaccarsene quasi fosse intrinsecamente perversa, cosa che non corrisponde alla realtà del suo programma e - speriamo - dei fatti.

Che Dio perfezioni e porti a compimento ciò che l’uomo ha iniziato. “Se son rose fioriranno”. È ciò che mi auguro.

Se qualcuno ha argomenti seri ed oggettivi da portare in contrario, sono aperto al dibattito. Le calunnie e i pettegolezzi da bar non mi interessano.

 

d. Curzio Nitoglia

 

15 marzo 2011

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[1] Cfr. Mons. Antonio De castro Mayer, Problemi dell’Apostolato moderno.

L’opuscolo “Con Noi” integra quella che era una lacuna iniziale di ‘FN’, la quale, nello schierarsi contro l’immigrazione islamica, trascurava il problema dell’incompatibilità radicale tra Cristianesimo e Giudaismo talmudico (p. 95). Così pure prende le distanze da ogni esoterismo guénoniano-evoliano, che inquina gli ambienti della “destra” politica italiana (cfr. p. 96).

[2] Sulla “Regalità sociale di Gesù Cristo”, Capo non solo dei singoli individui ma anche delle famiglie e degli Stati, sia nelle cose spirituali come in quelle temporali, che sono ordinate all’ordine soprannaturale cfr. Mons. Marcel Lefebvre, Lo hanno detronizzato. Secondo mons. Lefebvre la conditio sine qua non per appoggiare un movimento politico è il riconoscimento da parte di quest’ultimo della ‘Regalità sociale di Gesù Cristo’, come faceva in Francia - con l’appoggio di mons. Lefebvre e della ‘Congregazione dei Coperatori Parrocchiali’ di padre Vallet e padre Barrielle - il Movimento La Cité catholique fondato da Jean Ousset, autore dell’ottimo libro Pour Qu’Il Regne.

●Nell’opuscolo “Con Noi” di ‘Forza Nuova’ a pagina 20 si legge: «Un ordinamento politico retto, trova il suo compimento attraverso il riconoscimento della regalità sociale di Gesù Cristo».

[3] L’opuscolo “Con Noi” cita Francisco Elias de Tejada La monarchia tradizionale, il quale ammetteva che l’anelito vago del Fascismo verso la Tradizione non riuscì a diventare una dottrina ben precisa a causa della formazione hegeliana di Mussolini, che risentiva anche dell’influsso di Sorel e di Renan (p. 73).


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