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LA “CONFERENZA EPISCOPALE TEDESCA”

E LA “MASSONERIA LATINA & INGLESE”

 

d. CURZIO NITOGLIA

26 marzo 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/conferenza_episcopale_tedesca_e_massneria.htm

 

«L’esame si è esteso proprio a quella massoneria che è ben disposta nei riguardi della Chiesa cattolica; e anche qui si sono dovute constatare delle difficoltà insuperabili» (‘Conferenza Episcopale Tedesca’, Dokumentation, n° 10, 12 maggio 1980, cap. IV, § 11).

Prologo

In ambiente teoconservatore è diffusa l’idea che mentre la massoneria latina (francese, italiana e sud-americana) è inconciliabile col cattolicesimo, poiché anticlericale, irreligiosa ed anche atea, quella anglo-americana, invece, essendo deista e non anticristiana né tanto mano anticlericale, potrebbe essere conciliabile col cattolicesimo. Per cui l’appartenenza del cattolico alla massoneria anglo-americana sarebbe lecita. Il fatto che i Papi da Clemente XII (enciclica In eminenti, 20 aprile 1738) sino a Pio XII (L’Osservatore Romano, 19 marzo 1950, articolo “Nulla è cambiato nella legislazione della Chiesa rispetto alla massoneria”, firmato dal ‘Maestro dei Sacri Palazzi’, il teologo ufficiale del Papa, padre Mariano Cordovani) abbiano emesso circa 586 condanne della massoneria non proverebbe nulla dacché essi non conoscevano ancora la distinzione delle due massonerie, delle quali una malvagia, ma l’altra buona ed hanno incluso nelle condanne della massoneria sia quella latina (giustamente condannabile), sia quella anglo-americana (la quale, invece, oramai sarebbe compatibile col Cristianesimo e non cadrebbe più sotto condanna).

Nell’ultimo dopo-guerra, invece, la massoneria, specialmente quella anglo-americana, avrebbe svelato quasi totalmente i suoi veri connotati filosofici essoterici, profani o pubblici, il cui significato è comprensibile anche al pubblico dei non iniziati ai segreti della massoneria[1], ed avrebbe mostrato, così, come essa non ha nulla di contrario verso la Chiesa cattolica, la quale, perciò, dovrebbe aprirsi anche al dialogo inter-religioso con la massoneria anglo-americana. Inoltre anche in vari Paesi latini vi sono delle logge che preferiscono non seguire la “tradizione” anticlericale della massoneria ufficiale latina ma si rifanno a quella ‘deista’ della massoneria anglo-statunitense. Infine la mutazione, che avrebbe subito la massoneria nei Paesi in cui era stata sciolta dai Regimi dittatoriali (Italia e soprattutto Germania), ha portato la massoneria - specialmente quella tedesca - a far visionare i propri ‘Statuti’ sino al 3° grado (pubblico, essoterico, non iniziatico[2]) dalla ‘Conferenza Episcopale Tedesca’ verso la fine degli anni Settanta.

Dichiarazione della ‘Conferenza Episcopale Tedesca’

●Dal 1974 sino al 1980, per lunghi sei anni, si svolsero tra la “Conferenza Episcopale Tedesca” (d’ora in poi “CET”) e le “Grandi Logge Unite” della massoneria germanica (d’ora innanzi “GLU”) dei dibattiti ufficiali al fine di appurare se veramente nella massoneria non anticlericale, di origine anglo-americana, si fosse prodotto un cambiamento sostanziale di vedute filosofiche tale da giustificare l’appartenenza dei cattolici alla massoneria non apertamente irreligiosa come quella latina. La Chiesa ha potuto studiare ed esaminare la documentazione massonica messa a sua disposizione dalle “GLU” tedesche. La questione se la massoneria fosse cambiata essenzialmente è stata sviscerata profondamente a partire dai ‘Documenti ufficiali’ della massoneria stessa, ed ha avuto una risposta chiara e definitiva nel 1980 da parte della “CET” (rara avis, nei tempi che corrono). Infatti era necessario studiare la natura e la dottrina oggettiva della massoneria stessa per potere condurre un esame veramente oggettivo del problema dei rapporti catto-massonici occorreva studiare i ‘Rituali ufficiali’ della massoneria, a prescindere dal sentire soggettivo del singolo massone, la massoneria tedesca mise a disposizione dell’Episcopato germanico i suoi ‘Rituali’ sino al 3° grado.

●La Rivista ufficiale della “CET”, Dokumentation, n° 10 del 12 maggio 1980, ha riportato e pubblicato le conclusioni cui sono pervenuti i Vescovi tedeschi. Sino ad ora, in vari articoli sulla massoneria, le ho citate soltanto en passant, nel presente articolo riporto le più significative e le commento brevemente. 

La lotta comune contro il materialismo ateo come punto di partenza

Questo trabocchetto della ‘mano tesa’ ai cattolici per agire unitamente ai massoni deisti è stato anche quello del “catto-comunismo revisionista” di Bloch e Rodano verso i “cristiani per il socialismo dal volto umano”, per cui cattolici e comunisti non strettamente atei e materialisti avrebbero potuto e dovuto lottare assieme per “un mondo migliore”. Tale trappola l’abbiamo già studiata in questo stesso sito e il lettore può rifarsi a tali articoli per avere la risposta esauriente. Esso è purtroppo pure quello che anima il pan-ecumenismo estremo e “radicale” di ‘Assisi I e II’ (1986-2011), nato da quello iniziale e “mitigato”, con Unitatis redintegratio e Nostra aetate, durante il Concilio Vaticano II (1965), il quale si avvale della scusa della lotta contro l’ateismo materialista per unire tutte le religioni del mondo - purché credano in una vaga Deità - in giornate di preghiera e in ‘assisi’ o ‘sedute’ di dialogo costante, per ottenere la pace interna ed esterna nel mondo, messa in pericolo dall’ateismo e dal materialismo. La risposta lucida e penetrante della “CET” riguardo alla massoneria detta ma non dimostrata come “cambiata”, ci aiuterà a capire se lo stesso suo argomentare possa essere applicato al catto-comunismo (argomento già affrontato varie volte in questo spazio web) e al pan-ecumenismo del Concilio e del post-concilio[3].

La risposta della Chiesa

La “CET” alla fine dei sei anni d’incontri e di studi sui ‘Rituali’ massonici deve constatare che tra Chiesa e massoneria vi sono «contrasti fondamentali ed insuperabili. La massoneria non è mutata nella sua essenza. […]. L’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla massoneria è esclusa» (Dokumentation, n° 10 del 12 maggio 1980, cap. III, § 4). L’ermeneutica della discontinuità tra vecchia e nuova massoneria, affermata dai massoni tedeschi, non è stata provata da essi, anzi la “CET” ha dimostrato l’esatto contrario, vi è perfetta e sostanziale continuità tra la dottrina della massoneria antica e quella contemporanea ed inoltre non vi è sostanziale diversità tra massoneria latina e quella anglo-americana, ma sussistono solo delle sfumature accidentali, quanto al modo di operare, che rendono inconciliabile la dottrina della Chiesa con quella della massoneria anche anglo-americana. Ogni asserto va dimostrato non basta enunciarlo affinché esso sia ipso facto vero. Altrimenti si passerebbe dall’ordine ideale o logico a quello reale o ontologico: siccome penso e dico di essere miliardario, sono realmente miliardario. È il vecchio argomento ontologico, che scambia l’idea per la realtà. Quod gratis affermatur, gratis negatur.

I motivi dell’incompatibilità

1°) La filosofia massonica

«La visione del mondo dei massoni non è fissata in maniera vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. […]. Non si constata l’esistenza di un’ideologia comune vincolante. Invece il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali della massoneria» (Ibid., cap. IV, § 1). Vale a dire non vi è un ‘Credo’ o una dottrina unica e obbligatoria, tuttavia la conditio sine qua non per far parte della massoneria è il relativismo, ossia il principio che nega il valore oggettivo della verità naturale (adaequatio rei et intellectus: è certamente ed oggettivamente vero ciò che è conforme alla realtà, 2+2=4) e Rivelata. Questo soggettivismo filosofico-teologico porta a negare, naturalmente, la possibilità per l’intelletto umano di conoscere con certezza l’essenza delle cose (nichilismo filosofico), e, nell’ordine soprannaturale, nega la possibilità di conoscere oggettivamente la Rivelazione divina (nichilismo teologico o apofatismo). La conclusione del relativismo soggettivistico (ogni conoscenza è relativa al soggetto conoscente e non perviene ad una realtà oggettiva extramentale) è l’agnosticismo (è impossibile cogliere la realtà e quindi non si può affermare nulla su di essa) e quindi l’indifferentismo religioso (tutte le religioni si equivalgono, nessuna è oggettivamente vera e obbligatoria esclusivamente). La massoneria è pluralista, non-esclusivista. Tuttavia il singolo massone può aderire ad una religione, ma non deve mai reputarla e presentarla come esclusivamente, oggettivamente e realmente vera, poiché la natura della massoneria in sé considerata è il pluralismo non esclusivista e il soggettivismo relativistico[4].

2°) Il concetto di “verità” della massoneria

«I massoni negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità. […]. La relatività di ogni verità rappresenta la base della massoneria» (Ib., cap. IV, § 2). Da un punto di vista puramente razionale, filosofico e naturale: tutto è relativo al soggetto conoscente, l’oggettività del reale è negata per affermare il principio irrinunciabile del soggettivismo, che sfocia nel relativismo e nel pluralismo filosofico-religioso e questo principio è assolutamente indiscutibile per la massoneria in sé considerata, sia latina sia anglo-americana. Quindi, anche dal punto della sola retta ragione non vi è conciliabilità tra la dottrina cattolica e quella massonica. Mentre dal punto di vista teologico, di Fede e soprannaturale si arriva al «rifiuto, per principio, di tutte le posizioni dogmatiche, che si esprime nella proposizione del Lessico massonico, “Tutte le istituzioni a fondamento dogmatico, la più eminente delle quali può essere considerata la Chiesa cattolica, esercitano coercizione alla fede” (Eugen Lennhoff – Oscar Posner, Internationales Freimaurer Lexicon, Vienna, 2a ed., 1975, col. 1300) Un tale concetto di verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia dogmatica della Rivelazione» (Ivi). Quindi non solo dal punto di vista filosofico-metafisico (che sfocia nella dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio o ‘teologia naturale’), ma anche dal punto di vista teologico soprannaturale (il “Credo” rivelato da Dio sub ratione Deitatis) la massoneria, grazie al suo soggettivismo relativista, è incompatibile con la dottrina cattolica. Infatti nulla è oggettivamente vero per la massoneria, ma tutto va interpretato secondo le nostre categorie soggettive, che relativizzano sia la verità naturale sia quella soprannaturale o rivelata.

3°) Il concetto di “religione” della massoneria

●Anche la religione è concepita dalla massoneria in maniera soggettivistica e relativistica: «tutte le religioni sono motivi concorrenti di esprimere la verità divina, che è irraggiungibile. Infatti, a questa verità divina è adeguato solo il simbolismo della massoneria[5], che racchiude molteplici significati e la cui interpretazione è lasciata alle capacità interpretative del singolo massone» (Ib., cap. IV, § 3).

●Ossia tutte le religioni e le filosofie di cui si servono si equivalgono, esse sono tutte egualmente inadeguate a conoscere e a parlare di Dio e persino della realtà naturale filosofica. Solamente la massoneria, che è al di sopra di tutte le religioni e di tutte le filosofie realistiche e metafisiche, ha un approccio simbolico soggettivistico con la realtà extramentale, la religione e con Dio, il quale non è conosciuto tramite la Rivelazione e le formule dogmatiche che la esprimono e definiscono realmente, ma attraverso simboli che la rappresentano o raffigurano soltanto. La Chiesa ammette un certo simbolismo (per es. l’acqua del Battesimo simboleggia la purificazione dell’anima come l’acqua lava e purifica il corpo, però nello stesso tempo il Battesimo purifica realmente e non solo figurativamente o simbolicamente l’anima dal peccato originale), ma il simbolismo ‘in senso lato’ del cattolicesimo non esclude la capacità razionale di conoscere realmente e oggettivamente l’essenza della realtà e la verità, senza fermarsi alle apparenze e ai fenomeni sensibili. Ora il simbolismo ‘in senso stretto ed esclusivo’ (tutto è solo ed esclusivamente simbolico) è un concetto oltre che massonico anche modernistico. Infatti il modernismo classico condannato da San Pio X (Lamentabili, 13 luglio 1907; Pascendi, 8 settembre 1907; Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910) si serve del simbolo, del contrassegno o del segno di riconoscimento per rappresentare o raffigurare la verità dogmatica, la quale è solo rappresentazione e non può essere conosciuta neppure imperfettamente o analogicamente tramite la ragione illuminata dalla Fede, che è una Virtù soprannaturalmente infusa da Dio nell’anima, la quale dà realmente all’intelletto umano la capacità di aderire ad una verità espressa da una formula: per es. Dio è L’Essere stesso sussistente, Uno nella Natura e Trino nelle Persone. Il modernismo come la massoneria hanno mutuato dalle antiche religioni e soprattutto dalla cabala il simbolismo e lo hanno applicato in senso stretto, esclusivo e scientificamente al dogma, che non ha più, come vuole la Chiesa e il Magistero tradizionale, un valore teoretico adeguato all’oggetto anche se non perfetto o totale, ma solo ed esclusivamente un valore simbolico o pratico, in quanto esprime solamente un’interpretazione rappresentativa o figurativa di un fatto religioso. Per esempio quando la Chiesa definisce che Dio è Padre, tale formula dogmatica per il Magistero tradizionale significa veramente e oggettivamente la Paternità di Dio verso gli uomini che sono realmente e non solo figurativamente suoi figli, naturalmente, in quanto sue creature, e, soprannaturalmente, se hanno in sé la Grazia santificante, la quale li rende realmente e non solo simbolicamente figli adottivi di Dio e partecipi della sua Natura divina, in maniera limitata e finita. Invece per la massoneria, per l’esoterismo (cfr. Frithjof Schuon, Unità trascendente delle religioni, Roma, Mediterranee, 2a ed., 1997[6]), come per il modernismo, siccome l’uomo non può conoscere con certezza la realtà e tanto meno Dio, mediante concetti e formule dogmatiche, allora lo simboleggia o rappresenta, esclusivamente e solamente, come un ‘padre’ senza che lo sia realmente affinché l’uomo si perfezioni eticamente e praticamente, comportandosi come se fosse un figlio senza esserlo veramente. In questo modo il simbolismo esclusivistico massonico e modernistico cerca di svuotare tutta la dottrina cattolica rivelata da Dio e definita dal Magistero a sola e pura simbologia senza nessun significato reale, razionale o teoretico. Ora è vero che il linguaggio e il concetto umano non possono esprimere totalmente e perfettamente Dio e i suoi Misteri e neppure totalmente tutta la realtà naturale, ma attraverso l’analogia giungono a conoscere, veramente ed oggettivamente, qualcosa della realtà e a parlare in maniera corretta della realtà naturale e ad interpretare mediante formule dogmatiche la Verità divinamente rivelata, senza equivocare e cadere nell’agnosticismo e nel nichilismo teologico o apofatismo o nel puro ed esclusivo simbolismo (anche Lutero animato dalla filosofia nominalistica, che nega la capacità di conoscere la realtà, rendeva tutto simbolo, per esempio per lui quando Gesù disse sul pane: “Questo è il Mio Corpo”, non ha realmente cambiato o transustanziato il pane nel suo Corpo, ma ha voluto solo dire che il pane consacrato alla Messa simboleggia il suo Corpo. Lo stesso per il neo modernismo: per esempio E. Schillebeeckx, non parla più di transustanziazione, passaggio reale della sostanza del pane nella Sostanza del Corpo di Gesù, ma di ‘transignificazione’: ossia il pane significa o simboleggia soltanto il Corpo di Gesù)[7].

●Perciò anche se la massoneria anglo-americana, rifacendosi alle “Costituzioni” di James Anderson del 1723[8] e agli “Antichi Doveri” del 1735 (una variante o aggiunta alle ‘Costituzioni’ di Anderson) afferma che «il massone è tenuto ad obbedire alla legge morale, […] non sarà mai uno sfrontato negatore di Dio, né un libertino sfrenato» (Ivi), essa è comunque inconciliabile con la retta filosofia e la Fede e la Morale cattolica, dato il relativismo soggettivistico filosofico, che permea il deismo e il moralismo massonico, totalmente diversi dal cattolicesimo[9].

4°) Il concetto di “Dio” della massoneria

●La massoneria rimpiazza il Dio personale e trascendente con il “Grande Architetto dell’Universo”. Ciò non è sufficiente. Infatti Dio è Creatore di tutto ciò che esiste a partire dal nulla, mentre il “Grande Architetto” organizza una materia pre-esistente e le dà una forma. Esso è una sorta di Demiurgo, Eone o “Semidio”, essenzialmente distinto dal Dio della religione cattolica e anche dalla Causa Prima incausata dimostrata con la ragione naturale, dalla metafisica dell’essere, a partire dalle creature e risalendo dall’effetto alla causa. (Cfr. Sap. XIII, Rom., I; S. Th, I, q. 2, a. 3; Conc. Vat. I, sess. III, can. 2). La “CET” asserisce: «si tratta di una concezione di Dio di stampo deistico. In tale contesto non vi è nessuna conoscenza oggettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del Teismo. Il “Grande Architetto dell’Universo” è un “Esso” neutrale, indeterminato, indefinito, aperto ad ogni possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano [e l’ebreo], il confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi religione. L’ “Architetto dell’Universo” non è per la massoneria un Essere per Se Sussistente, nel senso di un Dio personale e trascendente; perciò per riconoscere e credere nel “Grande Architetto” basta un arbitrario sentimento religioso» (Ib., cap. IV, § 4).

●Per la massoneria Teocentrismo e Antropocentrismo sono conciliabili alla luce del soggettivismo relativistico “letto alla luce della Tradizione primordiale” e della filosofia immanentistica massonica. Dio può esser il mondo, il mondo può essere Dio (panteismo pan-cosmista o a-cosmista). Dio può essere la materia in perenne evoluzione (Teilhard de Chardin), come il Pensiero assoluto hegeliano o il proletariato in continua lotta di classe (Marx e Teologia della Liberazione). Dio è tutto e il contrario di tutto e questo è il modo migliore per negare astutamente, implicitamente e non sfrontatamente la Sua esistenza reale ed oggettiva, conformemente alla filosofia della massoneria anglo-americana, che è più pericolosa di quella latina, perché più nascosta ed insidiosa e ‘non sfrenata’ ma “compassata”… in tutti i sensi. Infatti mentre la seconda esplicitamente nega Dio e la religione, la prima li deforma, li svuota e ne cambia sostanzialmente la natura, pur lasciando solo il nome, proprio come il modernismo, che è veramente una “setta segreta” (“clandestinum foedus”, San Pio X, Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910[10]).

●Quanto al “vago sentimento religioso”, anch’esso accomuna impressionantemente massoneria a modernismo. Infatti, l’uomo ha nella sua anima spirituale delle facoltà superiori immateriali o soprasensibili che sono l’intelletto, il quale conosce e la volontà, la quale appetisce e desidera razionalmente. Invece, nella zona inferiore o sensibile, ha degli organi sensibili: i sensi esterni (vista, tatto, udito, gusto e odorato), i sensi interni (memoria e immaginazione), le sensazioni o il sentimento e le passioni, i quali sono assoggettati nel cervello che è l’organo di cui si serve per agire l’anima razionale, che informa il corpo e nella quale si trovano intelletto e volontà, poiché l’uomo è composto di anima e corpo e “nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu”. L’uomo non è pura materia, sarebbe un cadavere, ma non è neppure un puro spirito, sarebbe un fantasma o un “angelo”, il che è evidentemente falso. La conoscenza sensibile (esterna o sensazione e interna o rappresentazione percettiva) è completata da un appetito sensibile, che tende o muove verso l’oggetto sensibile sentito o rappresentato. Tale impulso o tendenza appetitiva sensibile è accompagnata da un’emozione fisica che è detta passione. Così pure la volontà razionale ha le sue affezioni subordinate alla conoscenza razionale e intellettiva. Il sentimento è una delle affezioni della volontà, ma esso ha anche delle ripercussioni nella zona sensitiva, pur essendo assoggettato nella volontà razionale e quindi nell’anima spirituale. Ora il sano sentimento religioso nasce dalla conoscenza di Dio Creatore, che ispira all’uomo sottomissione umile e soprattutto amore. Quindi secondo la sana filosofia e la dottrina cattolica, il sentimento religioso non precede, ma segue e accompagna la conoscenza di Dio (“nihil volitum, nisi praecognitum”) ed è energia o passione buona per lo sviluppo della pietà religiosa e della perfezione spirituale. Tuttavia a partire da Lutero il sentimento è diventato la principale, se non addirittura l’unica fonte della religione, della pietà e della spiritualità, che sono, così, ridotte ed abbassate a semplice esperienza sensibile, psicologica, sentimentalistica e soggettivistica. Schleiermacher è il fondatore della “teologia sentimentale” (oltre che dell’ermeneutica o interpretazione soggettivistica, tanto in voga oggi). Egli ha fornito le basi al modernismo, che ha teorizzato e radicalizzato all’estremo l’esperienza religiosa come sentimentalismo psicologico, emotivo e “spirituale”. Dal sentimento, che è cosa buona in sé se viene subordinato alla retta ragione e volontà, si è passati – col protestantesimo e poi col modernismo – all’esagerazione del sentimentalismo disordinato e insubordinato, che sfocia in anarchia e smarrimento dello spirito, deviazione dottrinale e degenerazione morale, che si avvia al Panteismo o Ateismo dogmatico e al soggettivismo o relativismo della “morale della situazione”, secondo la quale tutto ciò che soddisfa l’individuo nelle sue emozioni soggettive è lecito[11].

5°) La “tolleranza dogmatica” della massoneria

Secondo la dottrina tradizionale cattolica si tollera de facto e non per principio o dogmaticamente un male, che non si può eliminare senza correre il pericolo di aggravare la situazione: ad esempio ho un ascesso infetto al dente che è cariato e mi duole, lo vorrei estirpare, ma corro il rischio di spargere l’infezione dal dente alla bocca e al corpo intero. Allora debbo tollerare, praticamente e non per principio, per un po’ di tempo ancora il mal di denti e solo dopo aver preso un disinfettante ed aver scongiurato il pericolo dell’infezione generalizzata, posso estrarre il dente marcio, che per principio deve essere sradicato e solo in pratica può essere sopportato o tollerato. Sarebbe folle, masochistico e autolesionistico voler tollerare per principio la presenza del dente marcio senza cercare di estrarlo. La Chiesa condanna la tolleranza dogmatica e ammette solo quella pratica, per evitare un male maggiore. Invece secondo la filosofia della massoneria, anche anglo-americana, la tolleranza è e deve essere dogmatica, per principio e non solo pratica o per necessità, la “CET” scrive: «regna la tolleranza nei confronti delle idee, per quanto queste posano essere opposte tra loro. […]. Un’idea di tolleranza di questo genere scuote l’atteggiamento di fedeltà del cattolico alla sua Fede e al riconoscimento del Magistero ecclesiastico» (Ib., cap. IV, § 6).

“Distinte correnti” all’interno dell’unica massoneria

Vi è una massoneria, nella quale vi sono varie correnti (o rami) distinte l’una dall’altra, come un solo albero dal quale si protendono diverse ramificazioni distinte tra loro. Ora sarebbe sciocco sostenere che i rami sono diversi tra loro e dall’albero. No! Essi sono solo distinti, quello di destra non è quello di centro o di sinistra, ma hanno la stessa natura e non sono sostanzialmente diversi. Ultimamente Massimo Introvigne ha sostenuto che non esiste una massoneria poiché vi sono distinte correnti massoniche. Egli confonde “diverso”, ossia di differente natura (uomo e angelo, massoneria e Chiesa, ferro e oro) con “distinto”, vale a dire un composto di enti o soggetti, distinti, ma della stessa natura (ad esempio l’umanità è composta da distinti individui, Antonio, Marco e Giovanni, che hanno la stessa natura umana; così la massoneria è composta da distinte correnti - angloamericana e latina - che hanno la stessa natura o essenza massonica; come la Chiesa è una ed ha distinti Ordini religiosi; come l’albero è uno ed ha distinti rami; come nella SS. Trinità vi sono Tre Persone distinte ma della stessa Sostanza divina e quindi non diverse o differenti: il Padre è Dio, lo Spirito Santo è Dio, il Figlio è Dio eppure il Padre non è il Figlio e il Figlio non è lo Spirito Santo).

La “CET” conferma questa osservazione di puro buon senso e contraddice il teoconservatorismo, scrivendo: «all’interno della massoneria [una] vi sono, oltre alla maggioranza delle logge [distinte ma non diverse] con tendenza fondamentalmente umanitaria, di “credenza in Dio”, anche posizioni estreme, come, da una parte, la fraternità ateistica […], e, dall’altra parte, il tedesco “Ordine cristiano dei massoni”. Tuttavia, questa “massoneria cristiana”[12] non si colloca affatto al di fuori dell’ordinamento massonico fondamentale; con questa espressione si intende soltanto una più ampia possibilità di conciliare massoneria e soggettiva “credenza cristiana”. Tuttavia bisogna negare che ciò venga raggiunto in modo teologicamente soddisfacente» (Ib., cap. IV, §10). Infatti la massoneria lascia la libertà al singolo massone di credere a Dio e al cristianesimo, purché lo faccia soggettivisticamente, ossia per lui Dio esiste ma non in sé e realmente o oggettivamente. Quindi il singolo massone non solo non deve pretendere che Dio esista realmente, ma deve anche ammettere la pluralità di opinioni sull’esistenza di Dio, sulle verità della religione cristiana, che non possono essere oggettive e reali, dato il soggettivismo relativistico o il non-esclusivismo che è il fondamento della filosofia massonica.

Conclusione della “CET”

«Per quanto sia importante la distinzione [si badi bene, non la diversità] tra massoneria ben disposta o neutrale [anglo-americana] od ostile [latina] verso la Chiesa, in questo contesto [del soggettivismo relativista] essa è tuttavia ingannevole, poiché induce a pensare che per i cattolici sia da escludere la partecipazione solo nel caso della massoneria ostile alla Chiesa. Ma l’esame si è esteso proprio a quella massoneria che è ben disposta nei riguardi della Chiesa cattolica; e anche qui si son dovute constatare le difficoltà insuperabili» (Ib., cap. IV, § 11). Perciò la “CET” prende atto che «la massoneria […] è rimasta pienamente eguale a se stessa. Le opposizioni indicate [tra massoneria e Chiesa cattolica] toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo ideale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica a alla massoneria è esclusa» (Ib., cap. V).

Dal soggettivismo massonico al nichilismo teologico

Da un punto di vista puramente filosofico e di retta ragione il soggettivismo, che è l’essenza della massoneria pubblica, è la rovina radicale dell’ordine naturale. Dal punto di vista “teologico” l’esoterismo o occultismo della massoneria iniziatica è l’annichilamento della sana teologia e della religione Rivelata (si fieri potest), portato avanti dalla “Sinagoga di satana” (Ap., II, 9) e dalle “Porte degli Inferi”, che però “non prevarranno”. Infatti se tutto è soggettivo o relativo al soggetto, l’unica verità è che tutto è assolutamente, totalmente relativo, opinabile, incerto, non conoscibile realmente ed oggettivamente, ma solo come pare e sembra relativamente al soggetto conoscente. Per cui l’unica realtà è l’incertezza, l’unica conclusione è la “in-conclusione” o il mondo sconclusionato, in cui oggi viviamo. Tutto è accettabile in nome di un relativismo assoluto: l’infanticidio, l’eutanasia, la droga libera, il matricidio/parricidio. Ma se tutto, anche il contraddittorio, è egualmente vero, allora tutto è anche egualmente falso. Perciò il relativista coerente dovrebbe non parlare più, poiché se dice ‘sì’ vuol dire ‘no’ e se dice ‘no’ vuol dire ‘sì’. Tutto il contrario del Vangelo: “il vostro parlare sia sì sì no no, quello che è di più viene dal Maligno”. Invece per la filosofia relativistica e massonica qualsiasi affermazione o negazione è ribaltabile e quindi inutile, inintelligibile e non praticabile. La filosofia della massoneria (relativismo soggettivistico) distrugge se stessa, ponendosi si nega, e conduce diritto diritto alla filosofia post-moderna o nichilismo metafisico, logico e morale (l’essere creato e Dio vanno annichilati, la verità pure e specialmente la morale o il vivere virtuosamente). La conclusione della filosofia della massoneria è il nulla, la disperazione, il suicidio. L’unico reato che permane ancora nel mondo moderno e contemporaneo è il “realismo”, ossia l’affermazione che esiste una realtà oggettiva fuori di me e che per conoscerla mi debbo conformare ad essa, ed ho le capacità conoscitive adeguate per conoscere il reale e quindi giungere alla verità oggettiva (“adequatio rei et intellectus”). Contro esso il mondo moderno e la filosofia massonica dichiarano una “guerra preventiva”, in nome della tolleranza dogmatica, del pluralismo, del relativismo e della democrazia (come è successo nel 2003 in Iraq ed ora in Libia, Siria…), in breve la coincidenza o “libertà, fratellanza ed eguaglianza” degli opposti (Spinoza e Rivoluzione francese). Non esiste maggior “intollerante pratico” del “tollerante dogmatico”. «La Chiesa è intransigente dogmaticamente perché ragiona, crede ed ha la Fede, ma è comprensiva nella pratica poiché ama ed ha la vera Carità. Invece il liberalismo, la massoneria e la filosofia moderna sono tolleranti dogmaticamente, poiché sono scettici, agnostici e non ragionano deduttivamente o logicamente, però sono intolleranti nella pratica, perché non hanno la Fede vivificata dalla Carità soprannaturale» (Reginaldo Garrigou-Lagrange).

●Onde chi afferma la conciliabilità tra retta ragione, Chiesa cattolica e massoneria anglo-americana non è in buona fede poiché nega l’evidenza. Infatti egli contraddice i princìpi evidenti e per sé noti della sana ragione umana e specialmente quello di non-contraddizione; il sano realismo della conoscenza; la metafisica dell’essere aristotelico-tomistica; il Magistero ecclesiastico dal 1738 sino al 1950 e persino il pronunciamento postconciliare della “Conferenza Episcopale Tedesca” del 1980, che è stato recepito, per volontà dell’allora cardinal Joseph Ratzinger, nel “Codice di Diritto Canonico” del 1983 promulgato da Giovanni Paolo II.

d. Curzio Nitoglia

26 marzo 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/conferenza_episcopale_tedesca_e_massneria.htm

 

 


[1] Invece non ha ancora svelato quelli esoterici, iniziatici, occulti e segreti, il cui significato è noto e comprensibile solo ai massoni iniziati.

[2] Cfr. P. Naudon, Histoire et rituels des Hauts Grades maçonnique, Parigi, Dervy, 1966. I primi tre gradi (apprendista, compagno e maestro) sono detti “blu” o “simbolici” e formano il Ternario della massoneria operativa. Dopo il XVIII secolo si sono aggiunti altri 30 “alti gradi” della massoneria detta “speculativa” del “Rito Scozzese Antico e Accettato”.

[3] La riunione pan-ecumenista di “Assisi I e II” (1986-2011) sembra la messa in scena del principio massonico: «Il “Grande Architetto dell’Universo” è un “Esso” neutrale, indeterminato, indefinito, aperto ad ogni possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano [e l’ebreo], il confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi religione. L’ “Architetto dell’Universo” non è per la massoneria un Essere per Se Sussistente, nel senso di un Dio personale e trascendente; perciò per riconoscere e credere nel “Grande Architetto” basta un arbitrario sentimento religioso» (‘Conferenza Episcopale Tedesca’, Dokumentation, n° 10, 12 maggio 1980, cap. IV, § 4). Perciò non basta affermare che nelle riunioni di tutte le religioni ad Assisi non vi è nessun sincretismo per che non ci sia di fatto. Purtroppo “contro il fatto” che cristiani, musulmani, ebrei, confuciani, animisti, buddisti, induisti si riuniscano a pregare ognuno la propria ‘Divinità’, “non vale l’argomento” secondo cui non ostante ciò non si corre nessun pericolo di relativismo o indifferentismo religioso.

[4] Cfr. G. Di Bernardo, La filosofia della massoneria, Venezia, Marsilio, 1987.

[5] Cfr. U. G. Porciatti, Simbologia massonica. Massoneria Azzurra, Roma, Atanòr, 1968; Id., Simbologia massonica. Gradi Scozzesi, Roma, Atanòr, 1968.

[6] Tutte le religioni rivelate e positive sono imperfette, esse devono essere unite da qualcosa che le sorpassa o trascende, che è la Tradizione primordiale o gnosi esoterica e cabalistica, la quale è stata tramandata dai vari iniziati e poi è confluita nella massoneria, la quale è superiore alla Chiesa, che si limita a dare un insegnamento essoterico o pubblico per i semplici o ‘non-iniziati’, mentre la massoneria dà l’insegnamento ai perfetti, gli gnostici o iniziati, mediante il simbolismo esoterico o occulto.

[7] Cfr. R. Garrigou-Lagrange, Le sens commun. La philosophie de l’ẻtre et les formules dogmatiques, Parigi, 1922; A. Gardeil, Le donné rèvelé et la Théologie, Juvisy, 1932.

[8] In italiano cfr. J. Anderson, Le Costituzioni dei Liberi Muratori, Livorno, Bastogi, 1978.

[9] Cfr. Alec Mellor, La Charte inconnue de la Franc-Maçonnerie chrétienne, Parigi, Mamme, 1965, sulla differenza tra ‘Costituzioni’ di Anderson (1723) e ‘Antichi Doveri’ (1735).

[10] Riguardo al modernismo come “setta segreta ed occulta” cfr. Antonio Fogazzaro in “sì sì no no”, Modernismo e occultismo, n° 13, luglio 2009, pp. 1 sg., e Francesco Gabrieli (a cura di), Il testamento di fede di don Primo Vannutelli, in “Centro studi per la storia del modernismo”, Fonti e documenti, n° 7, Istituto di Storia dell’Università di Urbino, 1978. Nel suo ‘diario spirituale’ scritto tra il 1916 e il 1939 e pubblicato soltanto nel 1978, don Primo Vannutelli (+ 1945), esprime la convinzione di dover restare dentro la Chiesa assieme a tutti i modernisti, pur ammettendo di non avere più la Fede cattolica, per cambiarla dal di dentro. Si evince chiaramente, leggendo le pagine del ‘diario’ di don Primo, il piano del modernismo e dei modernisti più scaltri (non ‘sfrenati’ e non ‘sfrontati’) di lavorare occultamente come ‘società segreta’ (“clandestinum foedus”, come lo aveva ben definito S. Pio X già nel 1910) nel seno della Chiesa per rivoluzionarla, dopo averne occupato le cariche più importanti.

[11] Cfr. Cornelio Fabro, voce “Esperienza religiosa”, in “Enciclopedia Cattolica”, Città del Vaticano, XII volumi, 1948-1954; Id., L’avventura della teologia progressista, Milano, Rusconi, 1974, in cui l’Autore tratta la degenerazione morale della nouvelle théologie.

[12] Cfr. Paul Naudon, La Franc-Maçonnerie chrétienne, Parigi, Dervy, 1970.


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