BRAVO CASTRILLÒN, FORZA WILLIAMSON!

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DON CURZIO NITOGLIA

10 ottobre 2009

http://www.doncurzionitoglia.com/castrillon_williamson.htm

 



 Sua Eminenza il cardinal Dario Castrillòn Hojos ha rilasciato un’intervista, il venerdì 25 settembre 2009, al Sueddeutsche Zeitung in cui ha avuto il coraggio morale e l’onestà intellettuale di parlare in maniera corretta (rara avis hodie, cum mala tempora currunt), anche se non del tutto condivisibile del “caso Williamson”.

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Egli ha fatto notare che nel 1989, quando per la prima volta monsignor Richard Williamson difese, in Canada, la credibilità storica del rapporto Leuchter e dell’editore Zündel «dava la sua opinione su un libro che proponeva un’analisi storica dell’olocausto, che molti di noi non condividono […]. Egli è un uomo onesto […], dice quello che pensa. […]. Il genocidio del popolo ebraico è un atto moralmente condannabile. Però dire che ci sono stati cinque morti anziché dieci, non è un giudizio immorale, ma un errore storico […]. Secondo me, non ha mai negato il genocidio contro gli ebrei. Lo ha ridotto. È una questione storica. Il problema morale si situa esclusivamente a livello del genocidio razzista. […]. Il negazionismo non riguarda la Fede della Chiesa».

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Ciò che mi ha colpito maggiormente in questa intervista è il fatto che un prelato cosiddetto “conciliare” non si è stracciato le vesti, non ha gridato allo scandalo (farisaico) per un’opinione che tende a “rivisitare” un fatto storico, non ha lanciato scomuniche, condanne, non ha chiesto di prendere provvedimenti disciplinari, poiché è stata “negata” o meglio “rivisitata” la shoah (e con essa il dialogo inter-religioso). Invece, nel gennaio 2008 quando scoppiò il secondo caso Williamson, che fu chiamato in Germania dalla TV svedese a discolparsi per quello che aveva affermato venti anni prima in Canada, una sorta di ‘isteria collettiva e mediatica’ si impadronì delle menti di molti e li portò a dare addosso ad un Vescovo al quale era stato fatto uno sgambetto, invece di aiutarlo a rialzarsi.

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La seconda cosa che mi fa riflettere è il contegno dignitoso di monsignor Williamson, il quale ha preferito tacere (silentium Christus est, diceva sant’Agostino) pur avendo le capacità intellettuali e morali per rispondere e confutare le urla scomposte di chi lo insultava senza addurre alcuna prova storica, scientifica o teologica contro lui.

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Temo che la smania di apparire “normali”, “per bene”, di non essere perseguitati, abbia giocato un brutto scherzo a molte persone e potrebbe giocarlo anche a noi. In breve è successo proprio ciò contro cui ci mette in guardia L’Imitazione di Cristo: “la maggior parte dei problemi che assillano, turbano e inducono in errore gli uomini, dipendono dal desiderio di essere stimati e dal timore di essere disprezzati”. Tuttavia, errare humanum est, perseverare diabolicum. Tutti possiamo sbagliare, l’essenziale è voler correggersi. Cerchiamo, tutti, di farci un serio esame di coscienza (invece di criticarci a vicenda) per vedere se questi due sentimenti (desiderio di stima e timore del disprezzo) alberghino nel nostro animo e di scacciarli, con l’aiuto della grazia di Dio, altrimenti rischiamo di fare la fine di coloro che erano stati chiamati per primi, ma vennero rimpiazzati dagli ultimi. Qui reputat se stare, caveat ne cadat. La Storia Sacra ci serva da maestra.

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Per concludere: facciamo tutti una preghiera per monsignor Williamson affinché Dio gli conceda di tener duro e in tal modo aiuti anche noi a non cedere. Un grazie al cardinal Castrillòn. La Chiesa non cessa di stupirci, Sant’Agostino diceva: “Quante pecore fuori e quanti lupi dentro!”. Forse - mi si perdoni la “battuta” - invieranno anche il cardinal Castrillòn a Wimbledon, così il vescovo e il cardinale si faranno compagnia e potranno giocare a tennis in due.

 

 

 

DON CURZIO NITOGLIA

 

10 ottobre 2009

http://www.doncurzionitoglia.com/castrillon_williamson.htm