ATTUALITÀ DELLA CIRCONCISIONE

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DON CURZIO NITOGLIA

29 giugno 2009

http://www.doncurzionitoglia.com/attualita_circoncisione.htm



Non solum circumcidantur, sed totaliter castrentur” (s. Tommaso)

San Paolo ai Galati

San Paolo scrive nell’epistola ai Galati V, 11-12: «Coloro che vi perturbano si taglino pure tutto». L’Apostolo si riferisce ai Giudaizzanti, che avevano messo i bastoni tra le ruote ai Galati, avendo alcuni mestatori turbato la tranquillità della comunità di Galazia. Infatti «durante la sua assenza si erano intrufolati tra i cristiani della Galazia alcuni Giudaizzanti, i quali sostenevano la necessità di praticare, accanto al Vangelo, anche la circoncisione e le altre disposizioni della legge [cerimoniale] mosaica. […] Venuto a conoscenza di questo stato di cose, l’Apostolo si preoccupò di intervenire subito per stroncare ogni tentativo di eresia nella cristianità della Galazia. È indubbio infatti che, con quei prncipii, si sarebbe caduti, più che nello scisma, nell’eresia vera e propria » (Settimio Cipriani, Lettere di san Paolo, Assisi, Cittadella Editrice, 1965, p. 349). La dottrina cristiana è riassunta poi così dall’Apostolo delle Genti: «In Cristo Gesù né la circoncisione vale alcunché, né la incirconcisione, ma la Fede che opera mediante la Carità», ossia le Fede teologale e le buone opere, che sono l’osservanza dei 10 Comandamenti o della Legge divina-naturale e rivelata poi a Mosè, la quale è essenzialmente distinta dal cerimoniale legislativo mosaico, che doveva valere solo sino all’avvento di Cristo. Se valesse ancora la legge cerimoniale mosaica, scrive ancora l’Apostolo, “Cristo sarebbe vano”. Onde, «se poi i Giudaizzanti vogliono la circoncisione a qualunque costo, conclude san Paolo con un sarcasmo feroce, padroni di mutilarsi anche tutto! Probabile allusione all’evirazione rituale in uso tra i sacerdoti di Attis e Cibele » (S. Cipriani, ibidem, p. 385).

Commento di San Tommaso d’Aquino

San Tommaso d’Aquino nel suo “Commento alla lettera ai Galati”, capitolo I, lezione 2a, n° 297 scrive: «Essi vi turbano perché vogliono che vi facciate circoncidere; ma magari essi non solo siano circoncisi, ma anche completamente castrati! (non solum circumcidantur, sed totaliter castrentur). E ciò per due motivi. Il primo è che siano castrati spiritualmente, per conservare la purezza dottrinale o l’integrità della Fede, distruggendo i precetti cerimoniali [abrogati coll’avvento di Cristo]. Il secondo è che egli augura loro la sterilità, affinché non generino, nel caso in cui qualora generino producano figli nell’errore (generant filios in errorem) e così li rendono schiavi del cerimoniale».

Conclusione

Il succo della questione è il seguente: 1°) se vogliamo conservare la purezza e l’integrità della Fede, “senza la quale è impossibile piacere a Dio” (san Paolo), dobbiamo ritenere abrogato il cerimoniale mosaico, dacché esso era relativo alla venuta del Messia, che è già venuto in Cristo. Israele è rimpiazzato dalla Chiesa e l’Antico Patto dalla Nuova ed Eterna Alleanza. Onde se volessimo osservare ancora il cerimoniale dell’Antico Testamento, confesseremmo - implicitamente - che Cristo non è l’unico Salvatore universale degli uomini; facendo naufragio nella Fede. Perciò s. Tommaso spiega che 2°) è meglio essere sterili piuttosto che generare figli, i quali vivano nell’infedeltà, negando la divinità di Cristo e continuando a sperare la salvezza dalle cerimonie mosaiche e da un “Messia” ancora a venire, mentre è già venuto.

● Il pericolo più che attuale del giudeo-cristianesimo, iniziatosi ad infiltrare in ambiente cattolico con Nostra aetate (1965), “l’Antica Alleanza mai revocata (Giovanni Paolo II, 1981) e l’ebraismo “Fratello maggiore nella Fede di Abramo” (idem, 1986), ed arrivato al parossismo con Benedetto XVI (“Lettera ai vescovi di tutto il mondo”, 10 marzo 2009), che richiede la “fede” nella “shoah” quale conditio sine qua non per essere in piena comunione con la Chiesa, è oggi reale e molto grave, non politicamente [1] ma dal punto di vista della Fede, virtù teologale, “sine qua est impossibile placere Deo” (s. Paolo). Ora, che io sappia, la SS. Trinità e la divinità di Cristo sono i due misteri principali della Fede cattolica, la “shoah” no. Attenzione, dunque, a non cadere nel freudiano “complesso” di “Giuditta-Oloferne”, dacché dalla “shoah” alla “shalom” il passo è breve e poi si arriva alla “decapi-circoncisione di … incapaci”.

d. Curzio Nitoglia

29 giugno 2009

http://www.doncurzionitoglia.com/attualita_circoncisione.htm

 


 

[1] Come vorrebbero farmi dire alcuni “neo-mestatori”, ai quali si potrebbe rivolgere lo stesso invito di san Paolo e san Tommaso: “totaliter castrentur”.