BREVI CONSIDERAZIONI SULLA SITUAZIONE ATTUALE

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DON CURZIO NITOGLIA

25 febbraio 2009

http://www.doncurzionitoglia.com/BreviConsiderazioni-25febbraio2009.htm



 

1°) Il Papa prende ordini dal rabbinato mondiale e ri-scomunica un Vescovo (mons. Richard Williamson), perché aveva espresso un’opinione storica ‘revisionista’ (non ‘negazionista’, come dicono i “media”) sulla ‘shoah’ non conforme alla vulgata politicamente corretta o ‘sterminazionista-intenzionalista’.

 

2°) L’Argentina, Paese “una volta cattolico”, espelle il suddetto Vescovo dietro pressioni della Comunità ebraica argentina, poiché - con le sue opinioni - ha offeso il popolo ebraico.

 

3°) Nessun gruppo di “legali” (avvocati, magistrati, cattedratici), o opinionisti (giornalisti e intellettuali) ha reagito, giuridicamente o giornalisticamente, in difesa di mons. Williamson. Vittorio Messori, con lungimiranza, qualche mese fa (dalle pagine de “Il Timone”) lanciò l’idea di fondare una “Lega Anti-Diffamazione” di cristiani e “uomini liberi”, che facesse da contro-altare all’ “ADL” del “Bené Berìt”, non so se sia nato qualcosa. Invito a contattare “Il Timone” [info@iltimone.org] e Messori [messori@numerica.it] e/o a fondare qualcosa di analogo e di agire giuridicamente e penalmente con contro-denunce. Lo dico per esperienza diretta, essendo stato denunciato dall’ “ADL” nel 1994 ed avendo vinto la causa, dopo aver contro-denunciato l’ “ADL” e Daniel Toaff, regista di “Sorgenti di vita” e figlio del rabbino capo emerito di Roma Elio Toaff. “Chi pecora si fa, il lupo se la mangia”. La strapotenza del giudaismo viene anche dalla debolezza dei cristiani, che vivono sulla difensiva e non osano attaccare.

 

a) Occorrerebbe unire gli sforzi di tutti coloro che non vogliono piegare il ginocchio davanti al “culto immanentisticamente latreutico dell’olocaustismo ebraico”;

 

b) pubblicare una sorta di “catena di sant’Antonio” su “internet” e porgere gli indirizzi di tutti i “siti” - anche se non hanno le stesse identiche posizioni - i quali svolgono opera di contro-informazione (“l’unione fa la forza”);

 

c) contattare giornalisti, opinionisti, giuristi e associazioni che si impegnino (liberamente) a esprimere opinioni “contro-corrente”, anche se non hanno le stesse idee filosofico-religiose, purché vogliano difendere il diritto naturale di poter studiare la storia secondo criteri scientifici e non penali, sentimentali, emotivi, cinematografici o di moda (creata dalle “fiction” che tradotto in italiano significa “finzioni” televisive).

 

4°) Purtroppo persino una parte del mondo legato alla “Tradizione cattolica” si schiera contro il suddetto Vescovo e implicitamente a fianco del giudaismo internazionale (“mala tempra currunt…, tempora bona veniant”).

 

5°) La conclusione oramai è evidente: il giudaismo (Stato d’Israele e Diaspora) governa il mondo, non solo la stampa, la televisione, la radio, l’economia e la politica di tutto il globo, ma anche il Papa, i Vescovi e la maggior parte dei popoli e delle Nazioni “una volta cristiane”, è un fatto. Ciò che è stato più preocupante è la mancata reazione al ‘diktat’ giudaico-modernistico, da parte dell’ambiente cattolico fedele alla Tradizione ecclesiastica. Per fortuna, passato il primo momento di smarrimento, le cose sembrano essersi aggiustate. Tuttavia la “spia” che si è accesa deve farci riflettere e riparare il guasto.

 

6°) Quale lezione trarne? Penso che ci siamo avvicinati molto ed anzi quasi entrati nel Regno anticristico (non parlo degli “anticristi iniziali”, ma dell’ “Anticristo finale”). Infatti il Katècon (“Colui che lo trattiene”, ossia il Papa) ha ceduto e si è piegato. Il mondo “cristiano”, non è più di Cristo col cuore ma solo con la bocca, anzi obbedisce alla “Sinagoga di satana” (Apoc., II, 9). È mia opinione, per quanto possa sembrare stravagante, che il numero della Bestia o Anticristo (666) sia la “stella di Davide”, infatti se si contano i suoi punti esterni, sono 6, gli angoli interni sono egualmente 6 e i lati esteriori (dei due triangoli che intersecandosi formano la “stella davidica”) ancora 6: 666.

È un fatto che chi oggi non fa professione di “fede” nella shoah, dalla quale è nato e si è ingrandito Israele (1948-1967), è cacciato dalla società civile e religiosa (cfr. il “caso Williamson). Dalla shoah è nato il Vaticano II (“Nostra aetate” con Jules Isaac, 1965); il caos bellico che sta destabilizzando il Vicino e Medio Oriente (Iraq, Libano, Siria e Palestina e domani l’Iran) e il caos economico finanziario che ha eroso l’America del nord e comincia ad aggredire l’Europa. Infatti, tutto è iniziato con la guerra contro l’Iraq (2003) che ha provocato una valanga di effetti collaterali negativi i quali hanno provocato l’attuale crisi nord-americana (2008-2009).

 

7°) Cosa fare? “preghiera e penitenza” ci ha raccomandato la Madonna e “amore della Verità” ci ha rivelato lo Spirito Santo, mediante san Paolo. Infatti “coloro che non amano la Verità - spiega l’Apostolo - saranno preda dell’Anticristo”. Ora la ‘Verità stessa sussistente’ è Gesù Cristo, seconda Persona della SS. Trinità e ‘verità per partecipazione’ è il conformarsi alla realtà, anche se scomoda, non politicamente corretta e foriera di persecuzioni, veritas parit odium”. Il problema ebraico, teologicamente inteso, comporta professare verità di Fede scomode: il deicidio, la riprovazione di Israele infedele, l’Antica Alleanza sostituita dalla Nuova e infine l’unicità del Sacrificio redentore, quello di Gesù. Ciò comporta studiare, senza passioni o pregiudizi, il problema storico-teologico (connesso al Rivelato) della ‘shoah’ e non lasciarsi impaurire dal “666” o stella di Davide, che esige il culto latreutico di esse (“stella” + “shoah”), sotto pena di emarginazione sociale, ecclesiale o addirittura di galera. Attenzione, se si nega la verità anche solo storico-religiosa, connessa col Rivelato, si cade preda dell’Anticristo, mancando l’amore (che “è più forte della morte”) della verità, si arriva a negare la Verità, la Via e la Vita, Gesù Cristo. Ci siamo andati molto vicino. Ci serva da lezione.

 

8°) Siamo pronti a ciò? Umanamente no. Con l’aiuto della grazia sì. “Posso tutto in Colui che mi dà forza” (san Paolo). La devozione allo Spirito Santo, col Dono della Fortezza e del Consiglio, è più necessaria che mai. Infatti le sole virtù di forza e prudenza soprannaturali, in periodi eccezionali come questo, non bastano, occorre che siano perfezionate, quanto al modo di agire, dai sette Doni del Paraclito e specialmente da quello di Fortezza. La vera devozione a Maria attira nella nostra anima lo SS. che vi opera meraviglie e vi forma Gesù all’età perfetta o virile, da vis = forza spirituale e morale (san Luigi Grignion de Montfort). Però da parte nostra non deve mancare lo studio (“Fede e Ragione”) dei problemi attuali, che se ignorati potrebbero portarci fuori strada (“aiutati che Dio ti aiuta”). Il problema centrale, oggi, anche e soprattutto in teologia è quello ebraico, lo abbiamo toccato con mano nel mese di gennaio-febbraio 2009. Solo i ciechi non lo vedono e “non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”. Che Dio ci aiuti, illumini il nostro intelletto rafforzi la nostra volontà. “Male non fare, paura non avere”. “Nolite timere pusillus grex, Ego vici mundum!”.

 

9°) San Pio X diceva che per “restaurare tutto in Cristo” occorreva un laicato fervente spiritualmente e preparato dottrinalmente. È quello che già aveva capito - durante la persecuzione napoleonica - il Beato Pio Brunone Lanteri, il quale univa la predicazione degli Esercizi spirituali ignaziani allo studio settimanale dei testi cattolici contro-rivoluzionari. Infatti se la rivoluzione aggredisce la Chiesa e la Cristianità, per combatterla occorre prima conoscerla (“nihil volitum nisi praecognitum”) per poi contrattaccare. Purtroppo il progredire della rivoluzione anti-cristiana è arrivato al vertice ed è entrato nel Santuario. Ora, “a mali estremi, estremi rimedi”. Quindi, lo studio della congiura contro la Chiesa deve essere curato e approfondito come non mai, altrimenti ci si trova ad arrendersi al primo altolà della contro-chiesa, non forzatamente per malizia ma anche per ingenuità, poiché non si conosce la portata reale di ciò che è in ballo (cfr. caso Williamson, ‘shoah’ e Vaticano II).

 

10°) In Francia padre Vallet fondò i “Cooperatori parrocchiali di Cristo Re”, un ordine religioso specializzato nella predicazione degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio e propugnatore della formazione dottrinale del laicato, che usciva fervente dagli Esercizi ben dati e ben fatti. Un esercitante Jean Ousset, aiutato da p. Barrielle, scrisse un libro capitale “Pour qu’Il regne” (che bisognerebbe tradurre e pubblicare in italiano, magari su “internet”), in cui affrontava la parte positiva della regalità sociale di Cristo e la parte negativa dell’ostacolo alla sua realizzazione, posto in atto dalla contro-chiesa (la “giudeo-massoneria”). Egli fondò un’associazione di laici “La Cité catholique”, che in stretta collaborazione con i “Cooperatori di Cristo Re” si riunivano settimanalmente (per giungere poi allo svolgimento delle “università estive”), a studiare i testi degli autori contro-rivoluzionari e del Magistero ecclesiastico, affinché fossero “docti cum pietate et pii cum doctrina”. Infatti la sola pietà senza la dottrina, in questo mondo apostata, non basta più, e la sola dottrina senza la pietà non porta frutti, anzi “se uno non vive come pensa, finisce per pensare come vive” e se si vive male si giungerà inevitabilmente a pensare male. In Italia lo stesso esperimento fu tentato da “Alleanza Cattolica”, però esso è cessato, negli anni Ottanta, con la nuova tattica dell’«entrismo». Occorre riprendere il progetto in mano e formare dottrinalmente (oltre che spiritualmente) un sano laicato contro-rivoluzionario, come fanno in Francia tuttora i Domenicani di Avrillé, i quali continuano alla scuola di Arnaud de Lasuss l’opera di Jean Ousset, che cessò negli anni Settanta. Un libro fondamentale da studiare è quello di monsignor Henri Delassus Il problema dell’ora presente, almeno il primo tomo (esiste in italiano, basta passarlo allo “scanner” e pubblicarlo “on line”). Occorrerebbe approfondirlo assieme ai giovani universitari e liceali. Non è necessario che le riunioni settimanali siano dirette da un sacerdote, se vi è un laico “maturo” istruito e ben formato può dirigere lui le “serate contro-rivoluzionarie”. Ciò è indispensabile anche alle famiglie, poiché i genitori da soli non riescono a contro-educare i figli, che sono disinformati dalla scuola “laicistica”. Onde i giovani universitari aiuteranno i liceali, questi quelli delle medie inferiori e così via sino alle elementari. Se non si corre presto ai ripari la battaglia è persa. “Chi ha tempo, non aspetti tempo”.

d. Curzio Nitoglia

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