2012: l'anno dell’Iran e d’Israele


d. CURZIO NITOGLIA

24 febbraio 2012

http://www.doncurzionitoglia.com/2012_anno_iran_israele.htm


 

● Il quotidiano “Il Foglio” (28 gennaio 2012, p. 3) prende atto e constata che, di fronte alle sanzioni dell’occidente contro la Persia, quest’ultima non resta a guardare, ma sospende le esportazioni di petrolio all’Unione Europea. Teheran non accetta il ruolo di spettatore passivo della propria ‘esautorazione’.  Nello stesso tempo Israele si prepara sempre più ad un attacco contro le centrali nucleari iraniane. Oramai non c’è più spazio per la diplomazia.

 

● Sempre Il Foglio (4 febbraio 2012, pp. 1-3) dedica un lungo articolo alla questione israelo/iraniana a firma di Giulio Meotti, giornalista di Jerusalem Post, Yedioth Ahronoth, Commentary, Juditische Allgemeine e saggista della casa editrice torinese Lindau. L’Autore, molto bene addentro alle “secrete cose”, scrive che in Israele oramai con il 2012 è iniziato il “conto alla rovescia” per lanciare un attacco aereo contro le centrali nucleari iraniane. La decisione è stata presa da Bibi Netanyahu, la cui “filosofia” sostiene che oggi l’Unione Europea e gli Usa si stanno comportando verso Israele come fece l’occidente nel 1938/39 con Hitler: ossia stanno a guardare, lasciano fare e tardano ad intervenire o addirittura, come la Gran Bretagna nel 1947, quando tradì Israele e lo consegnò agli Arabi... Perciò adesso tocca a Israele, che non è più il debole mondo ebraico degli anni Trenta, difendersi con o senza il nord-America. Anche il socialista Ehud Barak la pensa così, Israele deve sparare il primo colpo. Questa “metafisica” del primo colpo è nata – secondo Meotti – nel 2005 quando Ahmadinejead organizzò a Teheran una conferenza sulla shoah e il revisionismo olocaustico. Ebbene quel “reato di opinione” fece capire a Netanyahu che l’Iran era giunto ad un punto di non ritorno verso Israele. L’Iran è l’unico Stato (fortemente militarizzato) che dubita - e lo fa pubblicamente - della reale portata della shoah e chiede una rivisitazione storico/chimica della persecuzione germanica degli ebrei dal 1942 al 1945.  L’Autore cita il famoso opinionista Ronen Bergmar il quale sul New York Times ha scritto di essere giunto alla conclusione certa che Israele attaccherà l’Iran entro 6 o al massimo 12 mesi. Inoltre cita il generale Benny Gantz, Capo di Stato Maggiore di Israele, il quale ha ribadito che il 2012 sarà l’anno dell’Iran ed infine l’articolista riporta che Leon Panetta, il Segretario alla Difesa degli Usa, ha dichiarato al Washington Post di temere che Israele attacchi l’Iran entro aprile, maggio o al massimo giugno del 2012, con un bombardamento a tappeto durante 4/5 giorni ininterrottamente. Luglio sarebbe già troppo tardi. Israele attaccherà con o senza gli Usa. Quel che importa ora non è l’amicizia con gli Stati Uniti, ma la sopravvivenza d’Israele. La “dottrina di Netanyahu” si rifà alla storia di Israele e cita l’esempio di Aman, che sotto Re Assuero (+ 465 a. C.) di Persia, voleva distruggere gli Israeliti, ma fu neutralizzato da Ester. Poi nel 70 d. C. furono i Romani con Tito a volere l’eliminazione di Israele, nel medioevo furono i roghi dell’Inquisizione cattolica a cercare l’estirpazione del giudaismo, nella prima metà del Novecento furono i forni crematori di Hitler a tentarvi nuovamente, quindi nella seconda metà del XX secolo è stata la volta dell’Olp di Arafat con l’intifada o “rivolta delle pietre”…  ed ora è l’atomica dell’Iran a minacciare l’esistenza di Sion. Quindi bisogna attaccare l’Iran prima di essere aggrediti. “Chi mena per primo, mena due volte” dice il proverbio popolare, più prosaico della “metafisica” di Netanyahu, ma concordante con essa.

 

● Il 7 febbraio 2012 è Giuliano Ferrara in persona, che durante le trasmissione “Radio Londra”, in onda sul 1° canale della Rai Televisione alle 20 e 30 subito dopo il Telegiornale delle 20, annuncia: “2012 l’anno dell’Iran! Notizie di guerra! Lo annuncia il Washington Post, secondo il quale il Ministro della Difesa nordamericano ha affermato che Israele entro il 2012 bombarderà le postazioni nucleari iraniane. L’Iran è il Paese del negazionismo e revisionismo storico. Israele si sente isolato dall’occidente e di fronte al pericolo che l’Iran si doti di una bomba atomica [la quale sarebbe solo un deterrente di fronte alle  300 bombe nucleari israeliane e non certo una minaccia attiva, ndr] si prepara ad un’impresa bellica ai limiti dell’umano: bombardare i siti nucleari persiani che si trovano a circa 80 metri sotto terra: neppure gli Usa hanno bombe convenzionali per giungere a tale profondità. Tuttavia il Congresso statunitense ha stanziato la somma di 80 miliardi di dollari per arrivare ad inventarle [se non vi riesce c’è sempre la bomba atomica, ndr]. Questo passo estremo di autodifesa da parte di Tel Aviv sarebbe una minaccia per la pace del mondo intero, incendierebbe l’area medio-orientale e metterebbe a repentaglio Israele stessa. L’Iran ha numerosi e potenti amici (Siria, Hezbollah, Hamas e soprattutto Russia & Cina), che non resterebbero inattivi. Il 2012 è l’anno di Israele e Iran. Il mondo deve decidere se sostenere la guerra preventiva israeliana. L’occidente è di nuovo messo alla prova, come nel 1939; ci si trova ad una svolta storica e drammatica, Khamenei [la guida suprema dell’Iran] ha dichiarato che la reazione iraniana sarà molto più forte di quanto l’occidente possa immaginare”. 

 

● Per quanto riguarda le ultime vicende in Siria il Corriere della Sera (10 febbraio 2012, p. 16) parla di ‘Brigate internazionali’ (Qatar, Arabia Saudita, Inghilterra, Usa, Canada e anche alcuni ribelli libici), che sono entrare in Siria e attaccano l’esercito di Assad. Ma “il veto di Russia e Cina rende impossibile  ‘sanzionare’ Damasco” (La Padania, 10 febbraio 2012, p. 12). Naturalmente “sanzionare” è una parola che contiene molte sfumature: dalle sanzioni economiche a quelle belliche.

 

 

 

● Sergio Romano sul Corriere della Sera (17 febbraio 2012, p. 49) scrive che “Il regime di Bashar al Assad ha tenuto verso le minoranze cristiane un atteggiamento equo e tollerante. Non è certo che i suoi successori, se riusciranno ad abbatterlo, faranno altrettanto. Sappiamo che l’opposizione al regime è prevalentemente sunnita, che gode del sostegno […] di al Qaeda. […]. Per avere stabilità occorre difendere i militari in Egitto e in Siria. […]. Comunque nessuno ha l’intenzione di ripetere gli errori fatti in Libia”. Oramai lo dicono tutti: dietro le “primavere arabe” e specialmente in Libia vi erano al Qaeda e la Cia (La Repubblica, 17 febbraio 2012, p. 17) ed oggi che le forze Nato hanno cessato di foraggiare i ribelli, i legittimisti seguaci di Gheddafi hanno ripreso a combattere (Libero, 17 febbraio 2012, p. 28).

 

 

 

● Questi ultimi avvenimenti, letti alla luce della “teologia della storia” e messi assieme a ciò che avviene – purtroppo –

1°) in Vaticano non possono non farci pensare al terzo segreto di Fatima (vescovi contro vescovi, cardinali contro cardinali, il Papa che verrà ucciso…). Il castigo peggiore della seconda guerra mondiale, le anime  che si dannano vieppiù, la crisi nella Chiesa.

2°) In Italia, l’alleanza tra super-capitalismo (Monti) e comunismo (Napolitano) confermano ciò che la Chiesa ha sempre insegnato: essi sono le due chele della stessa tenaglia: il materialismo borghese e quello proletario, mossi dalla giudeo-massoneria.  Stiamo andando verso uno Stato di fame, miseria (articolo 18 abrogato e niente cassa integrazione) e di polizia in cui non verrà tollerato nessun dissenso di “pensieri, parole, opere ed omissioni” (fiscali). I partiti oramai sono omologati: destra, sinistra e centro formano un’unica entità non ben definibile, una specie di sinarchia o plutocrazia apolide e piramidale, che schiaccia i deboli e incensa i pre-potenti. 

3°) Infine la situazione bellica mondiale e europea, non sono più i “complottisti” a dirlo, oramai ne parla la stampa ufficiale e non nasconde più nulla (o quasi) data la “certezza” del trionfo del “potere delle tenebre”. Saremo in guerra mondiale atomica tra aprile e giugno? Sembrerebbe di sì. D’altronde lo stato dell’umanità senza fede e morale non può non attirare su di noi un diluvio di fuoco, dopo quello di acqua ai tempi di Noè. 

Morale della favola: dobbiamo continuare a fare il nostro dovere quotidiano e nello stesso tempo “levare i nostri capi” poiché l’ora della redenzione finale si avvicina maggiormente proprio quando aumentano i mali.

Settecento anni di Sovversione scientificamente organizzata ci hanno portato al capo-linea. Oramai siamo giunti sull’orlo di un baratro. Tuttavia abbiamo fiducia: “Colui che ci ha chiamati, non si tirerà indietro per farci cadere a terra, ma ci accoglierà amorevolmente tra le sue braccia” (S. Agostino). “Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà”!

 

d. CURZIO NITOGLIA

 

24 febbraio 2012

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